CLO, innovazione e lavoro crescono insieme (anche nella logistica)

CLO, innovazione e lavoro crescono insieme (anche nella logistica)

“L’innovazione non è mai arrivata attraverso la burocrazia e la gerarchia. È sempre arrivata attraverso gli individui”. Di questa frase di John Sculley, già amministratore delegato di Apple Computer, ne sanno qualcosa nella cooperativa Clo Servizi Logistici. Sì, perché l’impresa di Milano, composta da 1.950 soci lavoratori e da 110 dipendenti, ha fatto della capacità di innovare la propria costante, arrivando nel 2021 a generare un fatturato che, in un settore difficile, ha superato i 93 milioni di euro.

 

“Molti interlocutori sono stupiti dalla nostra carica innovativa – spiega il presidente di CLO Fabio Ferrario – ma l’attitudine alla sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche è nel nostro DNA e ha trovato anche il sostegno di Coopfond, sotto forma di partecipazione al capitale sociale. Grazie al Fondo abbiamo ampliato e ammodernato il nostro parco mezzi; abbiamo fatto fronte a manutenzioni straordinarie, con interventi di adeguamento e parziale sostituzione di impianti tecnologicamente avanzati a basso impatto ambientale, per la refrigerazione di magazzini a temperatura controllata; e, infine, abbiamo investito nell’ammodernamento di software e sistemi vocali per processi più veloci ed efficienti”.

 

Nata nel 1937, grazie all’iniziativa di alcuni operatori dello storico mercato ortofrutticolo di Milano, con il nome di Cooperativa Facchini, la Clo Servizi Logistici è presente sul mercato da 85 anni. Sempre di più nel corso del tempo, è apparso chiaro l’intento della cooperativa milanese di andare oltre i confini dell’ortomercato: se i primi anni Ottanta sono stati quelli dell’approdo della Clo Servizi Logistici nel mondo della Gdo, come fornitore di servizi nei propri spazi logistici o nei magazzini dei clienti, gli anni Novanta hanno visto lo sviluppo operativo e societario dell’azienda lombarda, con la costituzione di un società di servizi di logistica integrata, di una cooperativa di trasporto e di una società deputata alla gestione degli investimenti immobiliari del gruppo.

 

“Nell’ultimo decennio – dice Ferrario – il nostro posizionamento è poi mutato ulteriormente, insieme al processo di articolazione societaria: dal focus storico sull’agroalimentare, si è passati a una diversificazione della clientela, anche attraverso la costituzione di società collegate. La differenziazione è la migliore dimostrazione della capacità di resilienza della nostra cooperativa, in grado di resistere e crescere anche in condizioni di mercato sfavorevoli. Abbiamo sempre risposto, con la massima flessibilità, alle esigenze di un mercato in continua evoluzione e, oggi, possiamo offrire un servizio completo, che va dal progetto alla costruzione o locazione di un magazzino, dal reperimento del personale alla formazione, fino ad arrivare alla gestione operativa di tutti i processi logistici. Inoltre, la cooperativa dispone di oltre 80.000 m2 di spazi immobiliari multi temperatura dedicati alle attività di stoccaggio conto terzi, dotati di impianti sprinkler e con una sorveglianza che dura per tutte le ventiquattro ore”.

 

Si resta colpiti, in effetti, dalla molteplicità dei servizi che l’azienda di Milano offre, scaturiti da un approccio fortemente innovativo (evidenziato anche dal cammino intrapreso dalla Clo Servizi Logistici che, specialmente negli ultimi anni, ha arruolato nel proprio team tutta una serie di figure in grado di gestire progetti complessi di ingegnerizzazione dei processi e di produrre analisi riguardo a nuovi settori operativi…).

 

Basta, in tal senso, fare qualche esempio: nel solco di una logistica sempre più “green”, la cooperativa ha inserito alcuni furgoni elettrici per la distribuzione door to door e nuove motrici LNG nel suo parco camion; ha impiegato un prototipo di commissionatore a quattro forche e con batterie al litio, pensato per essere utilizzato nelle grandi piattaforme, in grado di trasportare il doppio della merce, mantenendo un ingombro che consente il transito tra le corsie; e, last but not least, ha investito in una partnership industriale per l’ingegnerizzazione del primo prototipo di Esoscheletro dinamico ed adattivo di Agade Exo, legato alle movimentazioni dei carichi in magazzino, con lo scopo di ridurre l’affaticamento fisico e i disturbi muscolari causati dalle attività di movimentazione manuale di merci dei processi logistici, presentato anche durante l’ultima edizione del Social Innovation Campus di Fondazione Triulza.

 

 

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