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Finoliva, la Società Benefit dell’olio d’oliva made in Italy, biologico e sostenibile

“La sostenibilità riguarda l’ecologia, l’economia e l’uguaglianza”. È da questa frase dell’architetto americano Ralph Bicknese che si può partire per raccontare la storia della Finoliva Global Service, costituita nel 2000 grazie all’iniziativa del Consorzio italiano oli e del Consorzio nazionale olivicoltori. Sì, perché l’azienda di Bitonto – nata come società di servizi all’olivicoltura, per poi intraprendere la strada della commercializzazione diretta dell’olio extravergine d’oliva confezionato – sembra incarnare pienamente tutte le potenzialità della green economy, nell’ottica di una sostenibilitàintesa nella sua complessità economica, sociale ed ambientale.

 

“Il 70% dell’olio extravergine d’oliva che confezioniamo – spiega Benedetto Fracchiolla, presidente di Finoliva Global Service – è biologico. Abbiamo costituito, insieme ai nostri produttori e a due Comuni, il Biodistretto delle Lame e stiamo lavorando per costituirne uno nella Daunia ed uno in Calabria. Non solo. Abbiamo presentato il nostro primo rapporto di sostenibilità nel 2020 ed il secondo con il Bilancio 2021. Infine, nel 2022 la nostra azienda ha assunto la forma giuridica di Società Benefit e ormai siamo pronti per la certificazione B-Corp”.

 

“Alla luce di tutto questo – prosegue – posso dire senza tema di smentita che la sostenibilità è la base su cui poggia la nostra esperienza. Esperienza che, e lo dico perché ne sono convinto, ha ricevuto un forte impulso dal sostegno di Coopfond. L’intervento del Fondo è stato fondamentale, perché nella prima fase ci ha permesso di rilevare dalla curatela fallimentare la proprietà del nostro stabilimento, mentre nella seconda fase ci ha consentito di rilanciare le attività connesse al confezionamento e alla commercializzazione del prodotto ed ha stimolato la nostra crescita sul mercato”.

 

Le cifre dell’impresa pugliese, presente attraverso le sue società partecipate in 42 Paesi del mondo, fanno una certa impressione: 24.000 produttori coinvolti, 82 tra cooperative e frantoi aziendali, 21 organizzazioni di produttori, un fatturato che supera i 35 milioni di euro. Il tutto per un’azienda che è diventata un centro d’eccellenza della commercializzazione e dell’imbottigliamento di un olio extravergine d’oliva legato esclusivamente alla filiera dei produttori italiani. L’unica struttura nazionale di proprietà dei produttori italiani in grado di concentrare nei propri depositi circa 70.000 quintali di olio extravergine d’oliva 100% italiano e di commercializzare oltre 100.000 quintali di olio extravergine d’oliva 100% italiano sostenibile.

 

Ma non basta. Tanti sono anche i servizi forniti dalla Finoliva Global Service, rivolti soprattutto al miglioramento della qualità e alla tracciabilità del prodotto. Si va dal laboratorio aziendale accreditato per il costante controllo delle produzioni della società e di tutta la filiera, al primo prodotto a scaffale caratterizzato da una tracciabilità completa a partire dal campo, fino ad arrivare alla sperimentazione di nuovi formulati ammessi nell’ambito dell’agricoltura biologica.

 

“Negli anni – conclude Fracchiolla – abbiamo fatto delle scelte strategiche importanti: dopo diverse esperienze, legate alla costruzione di una nostra rete commerciale, abbiamo deciso di fare sistema con quelle aziende che avevano la nostra stessa visione. Siamo diventati così soci della Montalbano Agricola Alimentare Toscana e di Alce Nero. Questo, alla fine, ci ha permesso di ‘aggredire’ il mercato estero ed oggi il 75% del prodotto confezionato viene venduto fuori dai confini italiani”.

 

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