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In calo domanda e occupazione, il grido d’allarme delle cooperative industriali

“Al nuovo Governo chiediamo in via prioritaria di mettere in sicurezza il Paese: il quadro è drammaticamente compromesso”. Così Francesca Montalti, responsabile del settore, ha sintetizzato la richiesta che sale dalle cooperative industriali aderenti a Legacoop Produzione e Servizi nel corso dell’Assemblea nazionale che si è svolta il 27 ottobre e a cui ha preso parte anche il direttore generale di Coopfond Simone Gamberini intervenendo alla tavola rotonda sulle strategie di resistenza e di rilancio per rispondere alla crisi.

Il settore è passato da una crescita del valore della produzione del 28% tra il 2020 e il 2021 ad una previsione di riduzione dell’occupazione, calo della domanda e investimenti stazionari.  Uno scenario di forte deterioramento del quadro economico, confermato anche da una recente indagine realizzata da Cooperazione Finanza Impresa (CFI) sui workers buyout sostenuti, secondo cui il 68% delle imprese recuperate dai lavoratori è in difficoltà a causa della crisi energetica con la previsione di una perdita di bilancio per l’anno 2022 per il 33% di loro.

L’aumento dei costi energetici e la crisi generata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia hanno impattato pesantemente sulle imprese. Diverse cooperative industriali hanno dovuto fare i conti con la chiusura di mercati, interruzioni negli approvvigionamenti di materie prime, ulteriori aumenti dei costi del gas e dell’elettricità divenuti insostenibili, raggiungendo picchi dell’800% nel comparto della produzione della carta, dove opera il WBO Cartiere Pirinoli, sostenuto da Coopfond e intervenuto all’Assemblea.

“Occorre applicare urgentemente il pacchetto di misure previste a livello europeo – ha spiegato Montalti – perché il tempo a disposizione si è esaurito, avviando nel contempo le riforme strutturali del mercato dell’energia che nel medio-lungo periodo, insieme alle altre misure previste da RePower EU, ci aiuteranno ad affermare una nostra autonomia strategica dal punto di vista energetico. Occorre sostenere con forza la tenuta dei consumi delle famiglie, il loro potere di acquisto e, allo stesso tempo, proteggere l’impresa e il lavoro, estendendo gli aiuti in corso, sostenendo la liquidità delle imprese e i loro investimenti per scongiurare il rischio di recessione economica”.

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