A Parma Università e Legacoop esplorano per due giorni il futuro dell’impresa cooperativa

A Parma Università e Legacoop esplorano per due giorni il futuro dell’impresa cooperativa

“L’impresa cooperativa, caratteristiche e opportunità: ambiti d’intervento”: il 21 e 22 settembre si è svolto presso il Centro Santa Elisabetta al Campus dell’Università il convegno promosso dal Centro Internazionale di Studi Cooperativi, nato dalla sinergia tra Università di Parma e Legacoop Emilia Ovest, con il sostegno di Coopfond.

Il Centro Internazionale di Studi Cooperativi è un centro interdipartimentale di ricerca dell’Università di Parma, promosso con Legacoop Emilia Ovest e il sostegno di Coopfond. Finalità del Centro è la creazione di un polo internazionale di studi cooperativi per lo sviluppo della conoscenza e l’innovazione del modello aziendale cooperativo e dell’Economia Sociale, “Social Economy”.

Giovedì 21 alle 9, dopo la presentazione e i saluti istituzionali, si è svolta la sessione “Struttura finanziaria e Imprenditoria giovanile” che ha visto Dora Iacobelli, direttore Progetti e formazione del Fondo mutualistico, approfondire gli strumenti finanziari del mondo cooperativo (da Coopfond a Factorcoop, da CFI a CCFS e Cooperfidi Italia passando per le finanziarie territoriali).

Dora Iacobelli ha approfondito in particolare le modalità operative e il ruolo di Coopfond che nella sua storia conta ad oggi oltre 1.200 beneficiari per cui, grazie ai 577 milioni raccolti dal 3%, ha messo a disposizione 1 miliardo prevalentemente attraverso interventi rotativi. Ma non è solo attraverso l’erogazione di partecipazioni e finanziamenti che i soggetti come Coopfond possono rivelarsi utili.

“Gli strumenti finanziari di sistema Legacoop – ha raccontato Dora Iacobelli – possono contribuire all’equilibrio economico-finanziario delle cooperative aderenti non solo attraverso le risorse messe a disposizione ma anche con interventi di accompagnamento, sempre più importanti in una panorama così complesso”.

La mattina del 22 settembre a chiudere i lavori è stata la tavola rotonda “Le sfide della cooperazione”, a cui ha preso parte Paola Bellotti, direttrice dell’area Sostenibilità e sviluppo di Coopfond, sottolineando tre sfide. Sul fronte della domanda è fondamentale l’orientamento alla sostenibilità, promosso dal Fondo anche attraverso un rating dedicato, collegato ai propri temi di materialità.

“La finanza da sola non basta – ha sottolineato anche Bellotti parlando della seconda sfida – abbiamo bisogno di fare accompagnamento verso la transizione: serve una rete di competenze professionali, e anche una rete di strutture di formazione come quella che oggi ci ospita per preparare manager cooperativi adeguati. Vale sempre ma in particolare, ad esempio, per i workers buyout”.

Terza e ultima sfida: le alleanze. “Da soli non ce la faremo, perché le risorse diminuiscono e le operazioni straordinarie aumentano – ha spiegato Paola Bellotti – ma anche perché è necessario lavorare su una più ampia gamma di prodotti finanziari, più sofisticati e che possano fare leva aumentando le risorse a disposizione delle cooperative, come abbiamo fatto con il prodotto EnergEtica con Banca Etica e con l’equity crowdfunding realizzato da Ecomill”.

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