Viaggi solidali, turismo e rispetto delle comunità si incontrano

“I turisti sono andati in vacanza mentre i viaggiatori hanno fatto qualcos’altro. Hanno viaggiato”. Le parole del romanziere inglese Alex Garland danno l’impressione di essere state scritte apposta per una cooperativa come quella di Viaggi Solidali, nata a Torino nel 2004, che del turismo responsabile ha fatto la propria “missione”, legata a un modo di viaggiare etico e caratterizzato, principalmente, dal contatto con la realtà locale. Secondo una logica che sembra piacere molto anche a papa Francesco il quale, in occasione del World Tourism Day, ha perorato uno sviluppo in grado di produrre fruttuosi incontri fra popolazioni.

“Qualcuno definisce la nostra contemporaneità – dice Enrico Marletto, presidente di Viaggi Solidali – l’era del turismo, puntando l’indice sull’attività umana che dell’inquietudine (e dei suoi corollari: sogno e desiderio) è l’espressione più vistosa. Io dico allora che è necessario incentivare le forme di turismo compatibili con la realtà quotidiana del posto che si va a visitare; per un viaggiatore che diventa subito complice di chi abita nella zona e si comporta immediatamente come un ‘local’. Espressione di un turismo responsabile che si avvale di un meccanismo economico di concreto aiuto alle comunità più svantaggiate nella lotta alla povertà”.

Un turismo, si può aggiungere, dal volto umano che privilegia la dimensione dell’incontro e della conoscenza promuovendo, come fanno gli otto soci e gli altri collaboratori della cooperativa torinese, viaggi “sostenibili”, eventi e progetti nel Sud del mondo. Tutte iniziative che, nel caso di Viaggi Solidali, hanno visto coinvolte in questi anni più di 20.000 persone e che hanno generato un fatturato pari a 16 milioni di euro, in parte speso direttamente nei Paesi in cui opera il tour operator per pagare, ad esempio, i servizi turistici e di mediazione culturale.

“Nel 2016 il nostro fatturato – racconta un socio della cooperativa – ha superato i due milioni di euro e i viaggiatori, ogni giorno, ci danno testimonianza del loro apprezzamento per i percorsi turistici che proponiamo. Si tratta di viaggi in Africa, Asia, Europa e America Latina. Oltre cento proposte di vacanze in cui si viaggia per affrontare itinerari sperimentati, accompagnati da mediatori culturali, prendendosi tutto il tempo necessario. Ma non solo. Anche il progetto Migrantour, dedicato agli itinerari urbani interculturali nelle nostre città, ci sta dando molte soddisfazioni. Un’iniziativa per la quale il sostegno di Coopfond è stato fondamentale, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche perché sentire che qualcuno credeva in noi e nel nostro progetto ci ha dato una grande forza”.

 

Intervista vicepresidente Maria Teresa Vecchiattini

 

 

 

 

 

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