Intervista a Paolo Cristofori, direttore risorse umane e organizzazione di Fruttagel
1) Signor Cristofori, per cominciare, ci può dire qualcosa riguardo alla vostra produzione?
Fruttagel è una società cooperativa legata alla trasformazione di prodotti agricoli che opera nell’ambito di quattro distinte aree produttive: surgelati, pomodoro, succhi e bevande a base di frutta, bevande vegetali.
La produzione di surgelati e pomodoro verte quasi interamente sulla lavorazione del prodotto fresco, fornito in larghissima parte dai soci della Cooperativa. Anche la produzione a base di frutta vede, per quanto concerne la frutta tipica del nostro Paese, una larga percentuale della fornitura provenire dai nostri soci; mentre le bevande vegetali (in particolare, soia e riso), andranno sempre più a subire la trasformazione della materia prima, che verrà trattata, lavorata e trasformata integralmente nel nuovo impianto di estrazione di cui Fruttagel si è dotata.
Più in generale, la nostra produzione è organizzata su turni di ventiquattro ore, necessari per assicurare la conservazione e la qualità del prodotto e la continuità ed efficienza degli impianti, in tutte le fasi della lavorazione.
2) Il nuovo piano industriale di Fruttagel (2017-2019) è caratterizzato, diciamo così, da alcuni principi essenziali. Ce ne vuole parlare?
I principi di cui parla riguardano la riduzione dei costi attraverso la massimizzazione dell’efficienza produttiva, lo sviluppo di fatturato coerente con la massimizzazione della capacità produttiva, la riqualificazione qualitativa del fatturato stesso. A questo aggiungerei l’incremento dell’export, il rafforzamento e la fidelizzazione della nostra base sociale conferente, per accrescere e strutturare ulteriormente la filiera del biologico. Il comune denominatore che lega tutti questi aspetti è l’attenzione massima al benessere alimentare delle persone, quindi alla innovazione e alla ricerca, su cui sono convogliate le risorse più importanti degli ultimi anni.
Già oggi Fruttagel, nel proprio ambito di attività, è il maggior trasformatore di materia prima biologica in Italia, con una quota che si attesta attorno al 24% del fatturato. In questo segmento, che di fatto rappresenta una sintesi dei nostri valori e della nostra mission, vogliamo crescere e continuare ad investire con continuità.
3) Qual è stato, nella storia recente della Cooperativa, il momento più difficile?
Il problema maggiore che Fruttagel ha dovuto affrontare è sicuramente riconducibile al periodo, estremamente critico, che ha fatto seguito alla ristrutturazione aziendale avvenuta negli anni 2006-2007, con la cessione di uno stabilimento produttivo acquisito pochi anni prima in provincia di Ancona; le forti perdite hanno drenato risorse importantissime per l’azienda, mettendola in gravi difficoltà economiche e riducendo il capitale sociale in modo significativo.
A ciò si è aggiunto, sempre negli stessi anni, un mutamento degli scenari di mercato e dell’atteggiamento complessivo dei clienti verso Fruttagel, che ha portato ad una riduzione significativa dei margini sulle vendite.
Da tale difficile situazione si è usciti attraverso una profonda revisione organizzativa ed un ricambio generazionale, che ha portato all’interno di Fruttagel conoscenze, competenze e best practice, grazie alle quali è stato possibile cambiare completamente volto all’organizzazione, alla produzione, alla qualità del prodotto, e ritornare a risultati positivi.
4) Nell’ambito dello sviluppo organizzativo ed economico che ha caratterizzato Fruttagel negli ultimi anni, un tema merita particolare attenzione, quello della Responsabilità sociale…
L’attenzione a questo tema, che si può far risalire al 2009, con la redazione del primo Bilancio Sociale, ha avuto negli ultimi tre anni un impulso “reale”. Abbiamo individuato progetti specifici da sottoporre ai nostri dipendenti e alle OOSS, con le quali si è addivenuti, nel 2016, ad un accordo aziendale legato alle “Condivisioni di intenti in materia di Responsabilità Sociale” che ha avuto grande rilevanza anche all’esterno dell’azienda ed ha rappresentato l’inizio di una fase nuova nelle relazioni sindacali/industriali tra le parti, sfociata nella presentazione, all’interno della piattaforma di rinnovo dell’integrativo aziendale, di una parte specifica riservata ai temi del welfare aziendale, della solidarietà e dell’appartenenza, con l’elaborazione di una specifica “Carta” condivisa con tutti i dipendenti di entrambi i nostri stabilimenti di Alfonsine e Larino.
Si è passati, quindi, dal Bilancio Sociale ad un più puntuale e condiviso Bilancio di Sostenibilità, con obiettivi già discussi in buona parte con i principali stakeholder (dipendenti, OOSS, istituzioni territoriali, soci conferenti e clienti). Obiettivi identificati mutuando i Goals contenuti nell’Agenda Onu 2030.
5) Alla fine di questa nostra chiacchierata, forse solo una domanda resta da fare. Che cosa significa per voi essere una cooperativa? Che cosa rappresenta?
Essere una cooperativa, al di là delle definizioni formali e dei noti e condivisi principi che caratterizzano la nostra forma giuridica, significa in poche parole fare impresa, essere competitivi e produrre risultati positivi, senza mai perdere di vista i principi etici, solidali e di condivisione di interessi che devono caratterizzare i principali rapporti di scambio che, nel caso di Fruttagel, si trovano in un concetto vasto di “filiera”: il lavoro, i soci produttori agricoli, da un lato; la distribuzione, soprattutto cooperativa, d’altro. Fruttagel, come parte attiva, dedica la massima attenzione ai primi due aspetti citati, con grande impegno, cercando di valorizzare il ruolo degli interlocutori, in una logica di mutualità cooperativa, nella quale orgogliosamente crediamo.
L’auspicio è che anche all’interno dell’ultimo rapporto di scambio, quello della distribuzione, in cui siamo meno parte attiva, possa esserci piena consapevolezza e attenzione a ciò che, oggi, Fruttagel è, a ciò che fa e a come lo fa.
