
1)Terre dell’Etruria è una cooperativa che trova la sua ragione d’essere in tre scambi mutualistici. Ce ne vuole parlare?
Il processo mutualistico riguarda il conferimento dei prodotti agricoli, l’erogazione di servizi alle aziende agricole socie e la salvaguardia e il miglioramento dell’occupazione dei soci lavoratori. Oltre alla necessità di far fronte a tutto questo, la cooperativa deve anche gestire le numerose produzioni agricole oggetto del lavoro dei propri soci.
2) Di quali produzioni agricole stiamo parlando?
Primo, fra tutti, l’olio. Terre dell’Etruria cerca da sempre di garantire ai soci il miglior prezzo di liquidazione possibile, investendo sulla qualità del prodotto grazie ad impianti di lavorazione all’avanguardia. Il posizionamento della produzione sul mercato nazionale ed internazionale è sempre più difficile a causa della qualità crescente delle produzioni di altri territori e delle scarse quantità del prodotto toscano. Passiamo, poi, al vino. La cantina è una sfida recente per la nostra cooperativa. L’obiettivo principale è quello di garantire al socio delle buone marginalità per le proprie produzioni. Le difficoltà non sono poche: bisogna muoversi all’interno di un mercato, quello vitivinicolo, nel quale trovare un posizionamento implica puntare sulla qualità, garantendo comunque un prezzo giusto. All’olio e al vino, si affiancano i cereali. Questa produzione, da troppo tempo, non è in grado di garantire una remunerazione adeguata agli agricoltori e spesso non si riescono neanche a coprire i costi. Le produzioni biologiche, l’aggregazione delle quantità attraverso lo strumento delle organizzazioni di prodotto, la diversificazione delle coltivazioni sono alcune delle attività che stiamo portando avanti per aumentare le marginalità a favore dei soci. Per concludere, c’è poi il capitolo che riguarda l’ortofrutta, un settore in grande fermento. Anche in questo caso, il nostro obiettivo è quello della ricerca del giusto prezzo. Nel settore ortofrutticolo, forse più che in altri, il confronto con la grande distribuzione organizzata, soprattutto cooperativa, è costante e serrato. Cerchiamo, come cooperativa, di organizzare e stimolare il lavoro dei soci in modo da poter fornire un prodotto toscano di qualità, sempre più spesso biologico e diversificato.
3) Dalle sue risposte emerge un sistema complesso che necessita di sfide sempre nuove…
È vero. Per questo, Terre dell’Etruria deve riuscire ad allargare i propri orizzonti, i mercati tradizionali e locali non bastano più. È necessario guardare ad altri territori e, perché no, ad altri settori. A breve, poi, ci troveremo ad affrontare l’avvicendamento della maggior parte del gruppo dirigente della cooperativa: questo ci impone di scommettere su nuovi soggetti, motivati dai giusti stimoli cooperativi. La cooperativa non è un’azienda come le altre, la proprietà diffusa e le numerose attività, unite ai principi cooperativi, ne fanno una struttura complicata e per farne parte è necessario aver ben chiare tali caratteristiche. Anche la nostra base sociale, infine, sta rapidamente mutando; i soci tradizionali stanno invecchiando e ci troviamo di fronte a nuove realtà agricole, più professionali, più grandi e maggiormente specializzate. Terre dell’Etruria dovrà farsi carico delle esigenze di ognuno.
4) Il tutto richiederà un certo sforzo organizzativo…
Penso che il tema dell’organizzazione sia il tema centrale. La difficoltà è quella di integrare i diversi settori produttivi cercando di mettere in piedi un sistema che incida, per quanto concerne i costi, nel minor modo possibile. È una problematica che affrontiamo quasi giornalmente; il nostro scopo è quello di rendere la cooperativa maggiormente flessibile e dinamica rispetto alle esigenze dei soci e dei mercati in cui operiamo.
5) Anche il tema della formazione mi sembra importante…
In una cooperativa c’è bisogno di una formazione continua e sempre più specializzata. C’è bisogno di conoscenza ma, soprattutto, di un approccio alle problematiche rivolto alla ricerca di soluzioni. Spesso, si pensa che la sola esperienza possa bastare; invece, il confronto con altre realtà, lo studio, l’approfondimento di tematiche e la comprensione di sistemi diversi di approccio alle varie questioni possono aiutare a crescere personalmente e a far crescere tutta la cooperativa. Una cooperativa delle dimensioni di Terre dell’Etruria non deve essere solo gestita nel presente ma si deve proiettare nel futuro e questa visione non deve essere solo appannaggio degli amministratori ma anche dei lavoratori, dal primo all’ultimo.
6) Un’ultima domanda. Cosa significa per voi essere una cooperativa?
Essere una cooperativa significa essere una realtà diversa da un’azienda tout court. Essere una cooperativa agricola, poi, significa lavorare in una cooperativa con caratteristiche particolari rispetto ad altre cooperative. I nostri soci sono allo stesso tempo clienti, fornitori, lavoratori e finanziatori; per far collimare le esigenze di tutti è necessario impegnarsi perché, come già dicevamo, il nostro è un sistema complesso e delicato, dove ognuno non deve limitarsi ai propri compiti. I bisogni dei soci sono i bisogni di tutti e tutti, siano soci o lavoratori, si devono adoperare per arrivare a delle soluzioni condivise.
