La mattinata di lavoro in occasione dei 30 anni di Coopfond è stata l’occasione per mettere al centro la necessità di un confronto con le istituzioni, maggioranza e opposizioni, per contribuire a costruire le condizioni per una nuova economia, più equa e sostenibile. Tra i relatori sono stati numerosi i rappresentanti di commissioni e ministeri, che si sono confrontati con direttore generale e presidente di Coopfond.
“I cambiamenti che stiamo vivendo – ha spiegato il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci – richiedono centralità della cooperazione e del Terzo settore, che promuovono inclusione. Grazie a Coopfond per aver sempre promosso questo comparto, che il nostro governo ritiene fondamentale. Per rafforzare il lavoro è indispensabile una cooperazione sana, agile e sostenibile”.
Secondo il sottosegretario dello stesso Ministero Massimo Bitonci “la PA riesce a garantire alcuni servizi grazie alla mutualità e alle cooperative, che sono un patrimonio enorme. Tante imprese private vivono massimizzando il profitto individuale per poi magari buttarsi a fare alcune cose che le cooperative fanno per propria natura, sempre. Siete un modello concreto e definito. Coopfond è centrale per la vostra promozione e il governo deve supportare questo fondo e combattere la falsa cooperazione. Insieme dobbiamo lavorare per realizzare non dico una riforma ma almeno alcuni aggiustamenti che sono ormai indispensabili”.
Anche per il presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati Walter Rizzetto: “Abbiamo il compito di tenere sotto controllo la falsa cooperazione e punirla severamente. Oggi aprire una cooperativa significa creare lavoro e sviluppo sociale: dobbiamo aiutare questo movimento a crescere nel migliore dei modi”. Per Luigi Marattin della commissione Bilancio “i cooperatori sono come gli ultimi giapponesi, gli unici che in un panorama omologato continuano a sostenere che il pubblico non può da solo sapere tutto e fare tutto”.

