30 ANNI COOPFOND – Gamberini: “Il ruolo della cooperazione per una nuova economia”

30 ANNI COOPFOND – Gamberini: “Il ruolo della cooperazione per una nuova economia”

“Superare la routine, ritrovare la nostra comune passione, rilanciare l’attenzione ad un modello di impresa capace di dare risposte ai bisogni degli italiani”. Ha sintetizzato così il direttore generale Simone Gamberini, nel suo intervento introduttivo, l’obiettivo della mattinata di lavoro “Persone, imprese, comunità: per una nuova economia cooperativa” con cui Coopfond ha festeggiato il 12 gennaio il proprio trentesimo compleanno. Un momento di riflessione che ha aperto idealmente il percorso che ci porterà al 41° congresso di Legacoop.

“Abbiamo davanti sfide importanti – ha spiegato Gamberini – in un’epoca in cui le incertezze, l’impoverimento del ceto medio e la crescita delle disuguaglianze richiedono politiche di ampio orizzonte. Come cooperazione dobbiamo continuare a svolgere in un contesto nuovo la nostra funzione di ascensore sociale. Le spinte verso il neo-mutualismo, una propensione che non ha sempre ha trovato nella forma cooperativa la sua naturale concretizzazione, costituiscono una grande occasione di rilancio”.

“Vogliamo costruire con forza le condizioni – ha proseguito il direttore generale di Coopfond – per soddisfare l’emergente domanda di mutualismo, e si inserisce in questa intenzione il confronto di oggi con Sara Horowitz. Vogliamo dare il nostro contributo alla costruzione di un nuovo modello, internazionale e capace di cogliere le nuove istanze mutualistiche. Siamo un mondo capace di frequentare tutti i mercati, non solo il welfare, per superare un modello di impresa che punta solo alla massimizzazione del profitto e cerca unicamente l’interesse individuale, producendo valore e generando benessere”.

Gamberini ha ricordato le origini del Fondo e i risultati raggiunti in questi 30 anni. “Se guardiamo alla nostra esperienza vediamo – ha spiegato – che i valori non sono un lusso, qualcosa a cui pensare solo dopo che si sono messi a posto i conti. Avere vissuto i nostri valori è ciò che ci ha permesso di superare tante difficoltà. Ciò in cui crediamo non è una zavorra, ma un aiuto per vincere le sfide della quotidianità. Dobbiamo piuttosto trovare la forza per tradurre principi in contesto che cambia continuamente. I valori sono una molla che ci proietta in avanti, non qualcosa che ci chiude nel passato”.

In questo modo la cooperazione potrà dare il proprio “contributo ad un’economia rigenerativa e sostenibile” come si propone di fare il piano strategico di Coopfond basato su tre pilastri: “Finanziare interventi per la sostenibilità e l’impatto – ha articolato il direttore generale – fornire servizi di accompagnamento alle cooperative in linea con le strategie per la sostenibilità e attivare nuovi soggetti valorizzando partnership, anche con chi mai aveva guardato alla cooperazione”.

“Ci eravamo proposti che almeno un terzo delle risorse venissero destinati a interventi per la sostenibilità: nell’ultimo esercizio abbiamo raggiunto il 68%. Un dato semplice che conferma in modo inequivocabile come questi orientamenti siano già, in buona parte, patrimonio delle cooperative aderenti a Legacoop. Ma non sono allori su cui la cooperazione ha oggi intenzione di riposare. Tutto ciò costituisce, anzi, per noi solo un ottimo punto di partenza per sviluppare quest’attenzione naturale e farne un tratto sempre più distintivo, un valore aggiunto, per la cooperazione”.

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