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Gamberini racconta a Siena l’esperienza di Coopfond con 3 wbo su beni confiscati

Il direttore generale di Coopfond Simone Gamberini ha partecipato giovedì 7 luglio alla prima sessione del convegno “Uniti per la legalità”, dedicata ai workers buyout come strumento di salvataggio dell’azienda confiscata alle mafie. Nel corso della stessa sessione è stato anche premiato il workers buyout, sostenuto da Coopfond, Progetto Olimpo che a Palermo ha fatto ripartire un supermercato confiscato ad una famiglia mafiosa, ottenendo in pochi anni ottimi risultati.

 

L’appuntamento è stato organizzato dalla Commissione Nazionale Diritto Penale dell’Economia dell’UNGDCEC presso l’Azienda Agricola Suvignano, nel senese, un bene confiscato ad una famiglia mafiosa. La seconda sessione è stata poi dedicata alla gestione etica negli affari nel rispetto della legalità e agli strumenti di prevenzione della corruzione”, con lo scopo di diffondere la cultura della legalità nel mondo imprenditoriale con il supporto dei professionisti.

 

Sono tre – due già deliberati e uno con istruttoria in corsa – i casi di workers buyout su bene confiscato sostenuti da Coopfond in questi anni, ha raccontato il direttore Gamberini. Il primo è appunto quello del Progetto Olimpo che, promosso da 33 soci lavoratori costituitisi in cooperativa a marzo 2014 utilizzando l’indennità di mobilità e sostenuti da Coopfond oltre che da CFI e da Banca Etica, conta oggi 50 addetti e ha già restituito partecipazioni e finanziamenti serviti per decollare.

 

Si è sviluppata nel trapanese, invece, l’esperienza di Terramia. Workers buy-out costituito nel 2014 da 6 ex dipendenti della «Gruppo 6 GDO Srl» confiscato alla criminalità organizzata e dichiarato fallito, si occupa di commercializzazione, imbottigliamento e vendita di olio d’oliva, stagionatura e vendita formaggi locali, stoccaggio e vendita prodotti tipici locali. L’intervento di Coopfond è stato finalizzato al finanziamento degli investimenti necessari per riavviare l’utilizzo dello stabilimento.

 

È invece in corso l’istruttoria per Geotrans, workers buy-out da confisca costituito il 7 febbraio 2020 da 9 dipendenti della Geotrans Srl, società in amministrazione giudiziaria. La società ha avviato l’attività da aprile 2022 in attesa delle autorizzazioni di legge. La Srl era punto economico di riferimento della “famiglia” Ercolano di Cosa nostra di Catania.

 

 

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