25 ANNI COOPFOND – Soldi: “Il Fondo, protagonista ‘garbato’ di una storia corale”

Roma, 27 settembre 2018 – Venticinque anni di lavoro vogliono dire 232 riunioni del Consiglio di amministrazione, servite per approvare 1.500 delibere che hanno sostenuto 1.200 realtà, di cui 900 cooperative e finanziarie e 300 enti ed associazioni. Realizzati grazie a 490 milioni raccolti dal 3% che hanno consentito di mettere a disposizione, attraverso fondi rotativi, 1 miliardo. “Abbiamo contribuito assieme a tanti altri – ha spiegato nel suo intervento introduttivo il direttore generale Aldo Soldi – a costruire la presenza cooperativa nel nostro Paese ed abbiamo tutta l’intenzione di continuare a farlo”.

 

“Il Fondo – ha proseguito Soldi – è stato tra i protagonisti della storia cooperativa di questi 25 anni, ma un protagonista garbato, non invadente, che ha cercato di contribuire per la sua parte con rigore, competenza, equità. Sapendo, lungo tutti questi 25 anni, che i soldi sono delle cooperative, e devono servire per far nascere e crescere cooperazione nel nostro Paese. Con un tratto comune: non agire da soli, stare in rete con altri strumenti finanziari e con i vari soggetti dell’organizzazione”.

 

“Tutti gli interventi – ha continuato il direttore generale – sono nati da un accurato processo valutativo e sono proseguiti con un monitoraggio attivo del portafoglio, grazie a una specifica strumentazione operativa e ad una costante interlocuzione con imprese, settori, territori in tutte le fasi del processo e ad un sistema di controlli, interni ed esterni, a garanzia della qualità e trasparenza dell’operato”.

 

“Il questi anni il Fondo – ha concluso Soldi, dopo aver riassunto i dati principali dell’attività – è cambiato molto. Vogliamo continuare a guardarci attorno, capire, interpretare le tendenze. È così che si aiuta la nascita di nuova cooperazione: penso alle startup, grazie a cui abbiamo dialogato con 5mila ragazzi, o ai workers buyout, che hanno salvato oltre 2mila posti di lavoro. Ed è così che si dialoga con il nostro mondo a livello internazionale. Ci interessa capire la cooperazione che verrà, l’innovazione che verrà, il ruolo che potrà avere la finanza nel favorire i nuovi percorsi”.

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