Valbrevenna è un comune diffuso dell’entroterra ligure che conta circa 30 piccoli centri abitati, tra frazioni e piccoli paesi. Territori bellissimi, ma a rischio abbandono. È qui che nel 2024, grazie al supporto di Respira, è nata Val-Energetica: una CER che nasce dal desiderio di dare una seconda vita all’entroterra attraverso l’autosufficienza energetica.
“Aspiriamo a un ritorno alla vita rurale, scandita dalle cose semplici e naturali”, racconta Edoardo Parodi, dottore commercialista legato da sempre a queste terre. Il primo obiettivo che la CER si pone, infatti, è diventare un riferimento per questo territorio, salvandolo dall’abbandono con la collaborazione delle realtà locali. Val-Energetica ambisce poi a estendere la propria attività ai comuni adiacenti e ad altre aree dell’entroterra ligure.
Con 11 partecipanti e il sostegno di Coopfond, Legacoop e il finanziamento parziale di Banca Etica la CER ha già installato un impianto residenziale in località Frassineto, finanziato dalla comunità stessa dove sorge. Sono inoltre allo studio altri 3 impianti residenziali al servizio delle comunità dove saranno installati e si prevede di instaurare collaborazioni con le aziende locali.
Val-Energetica è entrata in contatto col progetto Respira tramite Legacoop, che ha segnalato l’opportunità di creare una campagna di crowdfunding. “Lo vediamo come processo di crescita della CER”, dice Parodi. “Riconosciamo a Respira il coordinamento nazionale normativo e la possibilità, mediante il confronto, di individuare le best practice.” Per il presidente, l’intero apparato normativo e tecnico che disciplina le CER è innovativo, e una cabina di regia che aiuta nella crescita del progetto rappresenta un punto di riferimento fondamentale.
Ciò che rende speciale Val-Energetica è la sua visione di sostenibilità. “Per noi la sostenibilità nasce dalla vita rurale: un equilibrio semplice, in cui ogni gesto ha un peso e ogni risorsa viene usata con rispetto”, spiega Parodi. “Invece di parlare solo di carbon footprint, ci piace pensare a una ‘gentle footprint’, un’impronta gentile, che riguarda non soltanto come produciamo energia, ma anche quanta ne consumiamo.” È l’idea che ispira anche il logo della cooperativa: un bambino che cammina nella natura, simbolo di leggerezza e del futuro. “Crediamo che la sostenibilità energetica non significhi soltanto sostituire le fonti fossili con rinnovabili, ma soprattutto imparare a consumare meno e meglio, insieme.”
Ma c’è un passaggio che Parodi considera imprescindibile: “La comunità di riferimento e i suoi bisogni sono il primo e unico elemento da cui partire per creare una CER. Senza quello si rischia di creare una semplice attività imprenditoriale.” I vantaggi attesi sono chiari: autonomia energetica, risparmio economico, maggiore consapevolezza, riscoperta della vita rurale. “Mi aspetto che le CER rivoluzionino il modo di produrre energia, restituendo autonomia e consapevolezza. Che rendano più appetibili le campagne abbandonate per la città e favoriscano un ritorno al concetto di comunità.”
Il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili rappresenta per Val-Energetica lo strumento per tradurre questi valori in pratica, mettendo in rete persone e luoghi che scelgono di condividere non solo l’energia, ma una visione comune di futuro.
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