Skip to content

La Doughnut Economics e le previsioni di Mercalli al centro dell’evento sul Bilancio di Sostenibilità

Una strada per “soddisfare i bisogni di tutti con le risorse del pianeta”. Tracciarla è l’obiettivo della Doughnut Economics, l’economia della ciambella, elaborata dall’economista Kate Raworth, che il suo braccio destro Erinch Sahan ha portato giovedì 24 marzo all’evento organizzato online da Coopfond in occasione della presentazione della seconda edizione del Bilancio di Sostenibilità, intervenendo con una videointervista subito dopo il climatologo Luca Mercalli.

 

Come vivere bene, come assicurare a tutti una quota sempre più grande delle risorse che il nostro pianeta ci mette a disposizione? Per Kate Raworth la risposta è nel disegno di una ciambella, ovvero due cerchi concentrici che suddividono lo spazio in tre aree. Il buco all’interno è il vuoto dove sta chi non raggiunge gli standard minimi di benessere; la ciambella vera e propria è la quota di chi quelle risorse le ha; oltre il bordo esterno si finisce invece per consumare in eccesso rispetto a quello che si ha a disposizione, danneggiando quindi la Terra nel suo complesso.

 

Obiettivo di tutti deve essere dunque scoprire cosa serve per portare quelle persone che vivono nel buco all’interno della ciambella, senza uscire dal lato opposto e finire nello spreco. In un’espressione: “acquisire prosperità”, qualcosa di più ampio e armonioso rispetto alle dimensioni contenute nel PIL.  Quale può essere il ruolo del movimento cooperativo all’interno di questa dinamica?

 

“In questo percorso le cooperative – ha spiegato Sahan – devono fare due cose: innovare per realizzare il proprio potenziale in nuovi settori e nuovi modelli, perché abbiamo bisogno di nuove energie nel movimento e devono parlare di più del proprio modello di impresa, non solo dei principi. L’economia dominante conferisce il 100% del potere al capitale, e questo sta distruggendo il pianeta e la società. Il movimento cooperativo ha fantastici modelli da proporre e nel farlo dobbiamo essere aperti, innovativi e freschi. Insieme dobbiamo riprogettare le imprese nei rapporti di governance, negli schemi proprietari, nelle fonti finanziarie e negli scopi”.

 

Un obiettivo che non può più attendere: “Bisogna cambiare paradigma economico: la crescita infinita in un mondo finito non è possibile”. Così Luca Mercalli, climatologo e presidente della Società meteorologica italiana, sintetizza la propria posizione e i motivi della critica alla risposta dell’Italia in tema di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici, che giudica non all’altezza della sfida.

 

Luca Mercalli è un meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico e accademico italiano, noto al pubblico televisivo italiano per la partecipazione alla popolare trasmissione Che tempo che fa. È impegnato nel divulgare uno stile di vita più attento alla riduzione dell’impatto ecologico, servendosi delle esperienze fatte in prima persona, nella sua abitazione in Val di Susa. Durante l’evento di giovedì 24 marzo ha tenuto un intervento su “Emergenza climatica e ambientale: scenari futuri e soluzioni”.

 

“Se l’Accordo di Parigi non sarà rispettato al più presto – ha spiegato – ci aspetta un aumento termico globale fino a 5 gradi entro fine secolo, più ondate di calore africano, desertificazione e siccità, incendi boschivi, eventi estremi, alluvioni, tempeste più frequenti, e un aumento del livello del mare di oltre un metro. Perdite di produzione agricola, danni alle infrastrutture e alle persone e migrazioni epocali. La possibilità di ridurre i danni esiste ancora, ma richiede uno sforzo rapido e imponente e un ripensamento della crescita economica che non può essere considerata infinita in un mondo dalle dimensioni limitate”.

 

GUARDA l’intervista integrale a Erinch Sahan

GUARDA l’abstract dell’intervista ad Erich Sahan con sottotitoli in italiano

LEGGI le slide dell’intervento di Luca Mercalli

 

Ti è piaciuto l'articolo?

Share on facebook
Condividilo su Facebook
Share on twitter
Condividilo su Twitter
Share on linkedin
Condividilo su Linkedin
Share on email
Condividilo via email