Dinamo Coop: l’energia come bene comune, da Settimo Torinese all’Italia

Dinamo Coop: l’energia come bene comune, da Settimo Torinese all’Italia

350 persone hanno deciso che l’energia non è una merce come le altre, ma un bene comune: da produrre insieme, condividere e gestire democraticamente. Così nel 2024 a Settimo Torinese è nata CER Dinamo Coop, dalla collaborazione tra la Società di Mutuo Soccorso Associazione degli Operai di Settimo Torinese e la Fondazione Pace Democrazia e Solidarietà PDS Onlus.

“Fin dalla redazione dello statuto abbiamo voluto integrare lo spirito di comunità con quello dell’economia di scala”, racconta Aldo Corgiat Loia, presidente della cooperativa. “Per noi Dinamo non è soltanto una configurazione locale, ma un modello nazionale capace di generare comunità attorno al principio della condivisione e dell’autoproduzione dell’energia.”

Anche i numeri sono in continua crescita: 33 impianti già operativi per circa 2 MWp, altri 26 in corso di realizzazione per arrivare a 10 MWp entro giugno 2026, in linea con le scadenze PNRR per i Comuni sotto i 50.000 abitanti. Ma oltre ai megawatt c’è una scelta sociale e politica precisa: Dinamo ha deliberato che il 75% dell’incentivo per l’energia eccedentaria vada ai consumatori, mentre il 25% sia destinato a progetti sociali e territoriali. Un modo per rendere ancora più forti i legami tra CER e comunità locali.

Il presidente di Dinamo ha conosciuto Respira inizialmente tramite il web e da lì è entrato in contatto con Legacoop Piemonte. “Il progetto Respira di Coopfond e Banca Etica ha il merito di star creando una rete di riferimento per le Comunità Energetiche italiane. Offre strumenti, supporto tecnico e competenze che rafforzano le nuove realtà e consolidano quelle già attive.” Per Corgiat, il modello cooperativo è il più adatto a interpretare la sfida delle CER: “Le comunità energetiche incarnano perfettamente lo spirito del movimento cooperativo. Non solo un modello d’impresa, ma un modello sociale più equo, democratico e partecipato. È un ritorno ai valori originari del mutualismo, reinterpretati per il XXI secolo.”

La cooperativa è registrata come impresa a mutualità prevalente, senza scopo di lucro, e anche come start-up innovativa. Nei prossimi giorni lancerà l’iniziativa “Adotta un kiloWatt”, pensata per abbattere le barriere d’ingresso alla transizione energetica: permette infatti anche a chi non possiede tetti, superfici o grandi capitali di partecipare attivamente alla produzione di energia rinnovabile, adottando pannelli di impianti di proprietà della CER. “È un modo per estendere i benefici della produzione diffusa anche a chi finora è rimasto escluso”, spiega Corgiat. “Unendo le proprie forze a quelle degli altri soci, tutti potranno contribuire in perfetto spirito mutualistico alla crescita della cooperativa e partecipare direttamente ai risultati economici della produzione dei pannelli che gli sono stati assegnati.”

Dinamo guarda alla transizione energetica come a una trasformazione sistemica che va oltre la tecnologia. “Le CER rispondono a un bisogno tecnico, ma anche culturale. Permettono di integrare grandi quantità di energia rinnovabile nelle reti senza stravolgerle, contribuiscono alla riduzione delle emissioni e possono diventare un volano per la riqualificazione energetica degli edifici e la mobilità sostenibile.” Particolare attenzione è riservata agli accumulatori di comunità: “Se vogliamo che l’energia sia davvero un bene comune, dobbiamo riappropriarci dell’intera filiera. Le batterie collettive rappresentano il prossimo passo per rendere autonome le comunità dai mercati e dalle speculazioni.”

Con il supporto di Legacoop, Coopfond e Banca Etica, Dinamo Coop continua a incarnare il principio che la guida sin dalla sua fondazione: l’energia deve essere un bene condiviso, non una merce qualunque di proprietà di pochi.

www.cerdinamo.it

https://www.linkedin.com/company/cer-dinamo

https://www.instagram.com/dinamo_cer/

https://www.facebook.com/cooperativadinamo

Tag: