Roma, 23 marzo 2016 – Una tavola rotonda per orientarsi meglio tra le opportunità a disposizione delle cooperative. Per chiedere interventi e aggiustamenti. Per scoprire dove stanno di casa le “risorse per finanziare la ripresa”. Si è concluso così il convegno organizzato da Coopfond a Roma, in una sala centrale dell’Acquario romano che aveva terminato i posti a sedere. Un segno – ulteriore – di come il tema sia attuale all’interno della cooperazione.
Il direttore Alessandro Messina ha raccontato la crescita di Banca Etica, una cooperativa che ha fatto della trasparenza la propria bandiera: “Siamo l’unico istituto a dire on line a chi concede finanziamenti. Per noi – ha proseguito Messina – è essenziale anche la partecipazione, dei nostri 40mila soci e dei 200 valutatori dei progetti che abbiamo sparsi per il Paese. Siamo cresciuti in modo costante, ma ultimamente in due mesi abbiamo aperto ben 1.300 conti correnti e una succursale in Spagna”. Nata per il Terzo settore, oggi fa anche promozione dello sviluppo, sostegno alle famiglie, finanziamenti alla pubblica amministrazione. Valori forti, insomma, e recinti abbattuti.
“Dobbiamo allargare la visione – ha spiegato Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol Gruppo – il rischio è che tutta attenzione dei regolatori sia concentrata sulla necessità di garantire stabilità. Ridurre il sistema a 1-2 banche risolverebbe, ad esempio, il problema della stabilità, ma solo quello”. Oggi in Italia per 62% il sostegno alle imprese è garantito dalle banche: una quota del 50% più alta rispetto alle medie europee. “Coopfond – ha spiegato Stefanini – può svolgere il mestiere di facilitatore per trovare sperimentazioni estendibili, con governance trasparente, che permette raccolta più flessibile. Ma mentre si deve lavorare per costruire nuovi canali, è necessario far crescere relazioni di trasparenza e fiducia reciproca. Dobbiamo lavorare su questo, sia come imprese sia come associazioni, migliorando gli strumenti, rendendoli più efficaci”.
“Pensarci fuori dalla crisi e dentro all’Alleanza”: sono questi i due capisaldi che devono caratterizzare la cooperazione che guarda al futuro per Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale e di Coopfond. “Il sistema finanziario cooperativo va ripensato e ristrutturato – ha spiegato – farlo dipende solo da noi. Nel contempo vogliamo mettere in sicurezza un istituto fondamentale per lo sviluppo della nostra attività, cioè il prestito da soci, uno dei pochi strumenti di disintermediazione bancaria che oggi funziona nel nostro Paese. Dobbiamo stabilire priorità di intervento, perché non possiamo sostenere tutto. è necessario avviare una grande campagna di legalità, ad esempio contro il caporalato, contro il massimo ribasso così come contro le false cooperative”.
“Dobbiamo andare oltre quella cautela che è comprensibile ma va superata – ha spiegato il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta – e questo è un impegno sul quale il ruolo della cooperazione può e deve essere decisivo. Dobbiamo dirci con forza che se non competiamo sulla qualità perderemo. A questo dobbiamo orientare scelte e investimenti. Manifatturiero, turismo, logistica sono le direttrici lungo cui lavorare, ma anche il welfare, che è una grande industria. Siamo uno dei primi tre Paesi al mondo per innalzamento dell’attesa di vita e lo Stato da solo non può più garantire il welfare, universale e pubblico non coincidono più”.
