CONVEGNO – Quattro testimonianze dalla cooperazione che ce la fa

Roma, 23 marzo 2016 – Voci dalla cooperazione che reagisce alla crisi. Quattro storie diverse, quattro modi per costruire con coraggio una via per la ripresa, grazie anche al sostegno del Fondo mutualistico. Sono le testimonianze delle quattro cooperative che si sono presentate nel corso del convegno “Le risorse per finanziare la ripresa”.

 

Serena Baldari ha presentato L’Alveare, una nuova cooperativa nata grazie anche al sostegno del progetto Coopstartup. “Siamo partite per creare una rete di collaborazione che manca nelle grandi città, per conciliare vita lavorativa e familiare con una soluzione innovativa che permetta di lavorare anche nel momento in cui ci dobbiamo prendere cura di qualcuno”. È nato così a Roma un coworking con integrato uno spazio con servizi educativi per i bambini, che sta rivitalizzando – in collaborazione con il Municipio – anche un quartiere difficile, come Centocelle.

 

La Fail è invece un workers buyout che produce infissi e facciate continue. Che prova cioè a fare innovazione in uno dei settori più martoriati dalla crisi. E ci riesce, come ha raccontato Roberto Moretti: “Siamo partiti due anni fa, puntando sulla ricerca grazie anche alla collaborazione con la facoltà di Ingegneria di Perugia, credendo nella internazionalizzazione”. I risultati? “Abbiamo già depositato tre brevetti e siamo già al 25% di export. L’essenziale è disancorarsi dal passato, guardare le sfide con occhi nuovi”.

 

Stessa parabola seguita da Sicrea Group. Il presidente Luca Bosi sintetizza così la mission: “Dal crollo al controllo”. Ovvero dalla crisi di cooperative emiliane delle costruzioni alla rinascita. La ricetta? “Una grande attenzione alla gestione caratteristica dell’impresa, riduzione dei costi e allargamento del mercato, innovazione tecnologica, controlli affidati a un organismo esterno”. E il mix funziona: “Non si vince con meccanismi del passato. Noi stiamo facendo il nostro mestiere, ma è necessario che le banche ci giudichino per quel che siamo, come ha fatto Coopfond, perché settore in crisi ma ha delle prospettive”.

 

Mandragola le prospettive se le è inventate, non arrendendosi ad un crollo del fatturato del 50%. La cooperativa di giornalisti gestiva il Televideo regionale Rai, producendo oltre 20mila pagine di contenuti al giorno. Poi nel 2011 ha perso la commessa. “Abbiamo preso la piattaforma che ci aveva consentito fin lì di gestire questo lavoro e l’abbiamo riconvertita per far crescere l’attività con le scuole”. Oggi gestiscono un periodico cartaceo e on line e la prima web radio, offrono corsi di giornalismo on line e laboratori di lettura critica. E stanno cercando cooperative insieme a cui esportare il modello in altri territori. Il futuro non c’era più, loro lo hanno inventato.

 

 

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