Buoni, puliti e giusti: la marcia in più dei prodotti Libera Terra

Buoni, puliti e giusti: la marcia in più dei prodotti Libera Terra

Bologna, 24 settembre 2020 – Buono, pulito e giusto. Per i consumatori sono questi i punti di forza dei prodotti Libera Terra. Lo racconta l’indagine di Nomisma che è stata presentata il 22 settembre a Bologna durante l’assemblea di “Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità”, che vede tra i propri soci anche Coopfond, presenti anche don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, e Romano Prodi.

 

L’indagine sul marchio Libera Terra è stata realizzata attraverso quasi 3.000 interviste. Il primo elemento positivo, considerando il giro d’affari limitato (intorno ai 7 milioni di euro) rispetto a quello delle grandi marche, è che il marchio è conosciuto dal 26% degli intervistati. Chi lo conosce lo associa da un lato all’impegno nel recupero dei terreni confiscati alle mafie, dall’altro ad elementi qualitativi: biologico, bontà e qualità del prodotto, fiducia nei controlli.

 

A conferma di ciò la qualità percepita dei prodotti risulta nell’84% dei casi molto o estremamente elevata. Il consumatore tipo vive prevalentemente nel Nord Italia (12,1% vs 8,0% Centro e 9,7% Mezzogiorno), ha più di 45 anni, un elevato titolo di studio (15,3% dei laureati vs. 7,3% al massimo diplomati) e buone disponibilità economiche (16,2% delle famiglie con un reddito netto mensile superiore ai 2.400 €, vs. 8,1% con un reddito mensile inferiore).

 

“Gli sforzi fatti in questi anni dai protagonisti del progetto Libera Terra, cooperative e consorzio, e, contestualmente, dai soci dell’agenzia nel supportare il progetto Libera Terra hanno dato buoni frutti – ha commentato Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra – Il percorso intrapreso è quello giusto, ma ora dobbiamo lavorare per rafforzare la conoscenza dei prodotti, la capacità e la struttura distributiva. A fronte della crisi economica in corso dobbiamo essere promotori di modi diversi di produrre e percorsi che aiutino ad avere consumatori più consapevoli, attenti alla sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

 

Durante l’assemblea di Cooperare con Libera Terra, il presidente Romano Prodi ha rimarcato come una serie di problemi economici e sociali fossero presenti già prima della pandemia e come le risorse a disposizione debbano essere utilizzate per uno sviluppo equo e sostenibile, sostenendo le piccole imprese e i sistemi territoriali integrati, che favoriscono la coesione e la distribuzione del lavoro e del reddito.

 

Don Luigi Ciotti ha sottolineato come le ingiustizie e le disuguaglianze siano terreno fertile per le mafie, capaci in questa fase di investire ingenti capitali illeciti, comprando il consenso in maniera subdola. Il presidente di Libera ha puntualizzato come stiano esplodendo situazioni su cui non si può essere superficiali: “Il bene non può essere che comune, dev’essere collettivo, plurale e inclusivo: non può ammettere esclusioni e disuguaglianze. L’economia, senza l’etica, finisce per divorare sé stessa: non è più economia, è un’altra cosa”.

 

È possibile rivedere l’evento sulla pagina Facebook dell’Agenzia (@cooperareconliberaterra) 

 

 

Cooperare con Libera Terra

“Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità” opera dal 2006 per fornire strumenti di supporto alle cooperative che gestiscono beni confiscati alle mafie e che aderiscono all’associazione Libera. Il progetto che ha dato vita a questo impegno è “Libera Terra”, il marchio che raccoglie i prodotti frutto della coltivazione di terreni confiscati da parte di cooperative sociali. Attualmente Cooperare con Libera Terra annovera più di 70 soci tra imprese cooperative, associazioni ed Enti operanti sul territorio nazionale e collabora con i soggetti, istituzionali e del privato sociale, che abbiano finalità coerenti. Nel corso di un decennio ha accompagnato e sostenuto il lavoro di 9 cooperative e del consorzio, che hanno realizzato prodotti di qualità riconosciuta sul mercato nazionale, creando oltre 150 posti di lavoro, a testimonianza del valore della lettera e dello spirito della Legge Rognoni-La Torre e della Legge Libera.

 

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