Stile, con la cooperativa 20 soci fanno ripartire (e correre) l’impresa

La storia della Stile Società Cooperativa sarebbe piaciuta a Charles Dickens. Il grande scrittore inglese, cantore della rivoluzione industriale, ne sarebbe rimasto piacevolmente sorpreso: un “padrone” e i suoi dipendenti che vanno a braccetto, uniti dalla volontà di non far morire un’azienda con più di cinquanta anni di attività alle spalle.

Il vecchio proprietario, Lorenzo Onofri, è diventato il presidente della cooperativa (forse un caso più unico che raro…), nata a Città di Castello nell’estate del 2016 e formata da venti soci, ex lavoratori della Tiberina (già Stile pavimenti legno).Un’operazione sostenuta anche dalla partecipazione di Coopfond al capitale sociale della neonata società.

Soci che, per usare le parole dello stesso Onofri, “hanno creduto in questo progetto e nella possibilità di salvare un’azienda che, nel 2010, contava fino a 67 dipendenti. Anche perché la nostra filosofia, nonostante le difficoltà, è rimasta quella di sempre: puntare su elevati standard qualitativi, sull’innovazione dei prodotti e sul design. Soltanto le modalità per realizzare tutto questo sono cambiate. Abbiamo coinvolto di più e valorizzato alcune figure chiave nelle aree legate all’amministrazione, alla produzione e alle vendite; abbiamo ridotto i costi fissi; e, infine, abbiamo semplificato la governance”.

Una strategia aziendale che ha subito dato i suoi frutti, se è vero che nel 2016 la Stile Società Cooperativa ha raggiunto gli obiettivi di budget, con un fatturato di oltre 5 milioni di euro maturato in poco più di cinque mesi. E per il 2017, Onofri e compagni prevedono un’ulteriore crescita. Grazie soprattutto a quei mercati, come Stati Uniti e Cina, che dimostrano un sempre maggiore interesse per il made in Italy e per i pavimenti in legno di alta qualità che sono il fiore all’occhiello della Stile.

Un parquet tutto fatto in casa con impianti, rinnovati tra il 2007 e il 2008, che non è azzardato definire all’avanguardia. Basti pensare soltanto al magazzino completamente automatizzato che fa bella mostra di sé nella sede della cooperativa: un “mostro” lungo ottanta metri, largo 17 e alto 24. All’interno, 7.440 box, per una capacità totale di 500 mila metri quadrati di parquet e l’impressione, costante, di essere proiettati nel futuro.

Intervista vicepresidente Stile

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