Firenze, 19 luglio 2018 – Grande partecipazione mercoledì 18 luglio a Firenze al seminario organizzato da Legacoop Toscana sui Fondi ad impatto sociale e le opportunità per le imprese cooperative, che ha visto tra i relatori anche il direttore generale di Coopfond Aldo Soldi. “Ci troviamo in una fase di grande cambiamento, in cui si stanno modificando le ‘regole del gioco’ – ha detto Sara Guidelli, coordinatrice dei Settori di Legacoop Toscana, aprendo l’incontro – In questo scenario dobbiamo essere capaci di guardare con lungimiranza al mercato e di dare risposte innovative. Il tema della finanza è strategico, dobbiamo farci trovare pronti a cogliere le nuove opportunità che si presentano”.
“Questa materia è arrivata a noi – ha spiegato Roberto Randazzo del Politecnico di Milano – attraverso la lente di lettura degli anglosassoni, che hanno creato una formattazione degli strumenti finanziari della finanza sociale, ma non avevano un ‘ecosistema’ ben strutturato, ovvero un mercato connotato in forma di imprenditoria sociale in cui calarli. Per questo motivo sono partiti da investimenti legati ai temi ambientali e all’investimento sulla responsabilità sociale d’impresa. Oggi in Italia viviamo un’accelerazione che ci ha portato a ragionare di questo tema allo stesso livello degli anglosassoni, ma in un contesto caratterizzato da modelli di impresa differenti. Si aprono quindi nuove opportunità”.
“Se nella produzione del valore di impresa – ha spiegato Paolo Venturi, direttore di AICCON, moderatore dei lavori – spostiamo la logica dai meccanismi di contabilizzazione a quelli della generazione e redistribuzione del valore, allora la socialità diventa elemento centrale, non solo per le cooperative sociali ma per tutte quelle imprese che vogliono competere sul mercato: la competitività si nutre della socialità, una socialità intenzionale e misurabile, che pone l’accento sugli elementi trasformativi in grado di produrre cambiamenti, non in un’ottica di mera responsabilità sociale. E se c’è una forma di impresa in cui la componente sociale e quella economica non sono mai disgiunte, questa è la cooperativa”.
Un approccio confermato dall’intervento del direttore generale di Coopfond: “È indispensabile – ha ricordato Aldo Soldi, aprendo il dibattito – ragionare su nuove forme di sostegno finanziario alle imprese cooperative. Una di queste è sicuramente la finanza d’impatto, che può intervenire sull’impresa cooperativa in quanto tale, non solo a favore delle cooperative sociali. È sufficiente pensare, ad esempio, al valore sociale che rivestono operazioni come i workers buyout, in qualsiasi settore si concretizzino. Le risorse per assecondare questa evoluzione ci sono. Ora è il mondo cooperativo che deve attrezzare e organizzare la domanda per renderla adatta ad accedere alla finanza d’impatto”.
Un’indicazione raccolta nelle conclusioni affidate al responsabile dell’Ufficio finanza e sviluppo di Legacoop Toscana Riccardo Vannini: “Come Legacoop il nostro principale ruolo – ha detto – sarà quello di aggregare la domanda e di supportare quelle cooperative che desiderano sviluppare questo nuovo modo di fare finanza”. Al dibattito hanno partecipato anche Guido Cisternino (Ubi Banca), Livio Stellati (Unicredit), Adone Balasso (Investment manager Sefea Impact), il direttore di Cooperfidi Italia Ferruccio Vannucci e il responsabile del Dipartimento Area Welfare di Legacoop Toscana Marco Paolicchi.
