Trasformazione energetica, una nuova opportunità per tutti

Trasformazione energetica, una nuova opportunità per tutti

Alla scoperta della transizione energetica, un mutamento la cui portata è tale da far pensare ad una possibile nuova fase del capitalismo. Venerdì 13 alle 17.30 si è svolta la presentazione del volume scritto da Valeria Termini per le edizioni Laterza “Energia, la grande trasformazione”, organizzata da Coopfond insieme a Fondazione BarberiniCentro Italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale ed  Area Studi Legacoop.

 

Alla discussione, oltre all’autrice, coordinata da Gianluigi Granero di Coopfond, hanno partecipato Mauro Lusetti (presidente nazionale Legacoop), Paolo Barbieri (presidente CPL Concordia), Francesco Bernardi (fondatore di Illumia SPA), Sara Capuzzo (presidente Ènostra). Qui il link alla presentazione integrale.

 

La tesi generale del libro è che la grande trasformazione energetica e digitale non solo sia vicina ma in corso e subirà una forte accelerazione con conseguenze ravvicinate e dirompenti sul piano economico internazionale, modificando le catene globali del valore e i loro percorsi, a causa della rapidità del cambiamento che avanza.

 

L’impianto complessivo è orientato ad una visione “ottimista” e positiva delle possibili linee di sviluppo. La sostenibilità ambientale e lo sviluppo – grazie alle grandi innovazioni in atto – non sono più in antitesi. La tecnologia e il governo intelligente, pragmatico e non ideologico della transizione possono condurre ad un’inedita armonia tra sviluppo e ambiente.

 

Nulla è scontato, però. Vi è la necessità di un nuovo ordine mondiale cooperativo e multilaterale pena il rischio di un disordine violento dall’esito non prevedibile, così come vi sono rischi, ambientali e sociali, legati ad un nuovo “ciclo minerario” per l’estrazione dei minerali necessari alla produzione o conservazione di energia da fonti rinnovabili (Cobalto, Litio, Nichel) che ha già portato all’apertura di un’indagine nei confronti di Apple e Tesla per lavoro non protetto di bambini locali.

 

Le nuove fonti rinnovabili, soprattutto solare ed eolico, prodotte localmente, in teoria inesauribili e il cui input ha costo marginale pari a zero in sinergia con la rivoluzione digitale offrono un nuovo modello pronto per sostituirsi a quello del secolo passato, basato sui combustibili fossili, tra i quali solo al gas è riservato un posto di rilievo per accompagnare la transizione energetica grazie alla minore incidenza nella produzione di CO2.

 

Questo porta a una nuova centralità del Mediterraneo e ad un ruolo che il Mezzogiorno d’Italia ed il Paese intero possono giocare in chiave di sviluppo. Una nuova centralità del Mediterraneo, per i giacimenti di gas trovati lungo le coste di Egitto, Israele, Cipro, fa dell’Italia l’hub europeo. Su questo è possibile impostare una nuova politica industriale per il Meridione, per l’Italia e l’Europa.

 

Così come una nuova politica di cooperazione con i paesi della sponda sud, con cui storicamente l’Italia intrattiene importanti rapporti, è un’opportunità per le imprese italiane che potrebbero svolgere un ruolo per l’infrastrutturazione di produzione diffusa di energia con ricadute positive sia sullo sviluppo locale sia sul tema migrazioni. Nello stesso tempo grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili si aprono opportunità impreviste nel mondo industriale: nuovi processi produttivi, nuovi prodotti, nuovi servizi.

La produzione “diffusa” ha importanti risvolti democratici e potrà responsabilizzare i cittadini che potranno orientare le loro preferenze per produzioni meno inquinanti. Il presidente Lusetti nel suo intervento ha ricordato il ruolo importante del movimento cooperativo nel settore energetico (portando l’esempio degli Stati Uniti dove i maggiori produttori di energia sono cooperative) e il contributo del movimento cooperativo italiano sia sul fronte delle imprese energivore, che stanno innovando per ridurre consumi e impatto ambientale, sia sul fronte della produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili richiamando la frontiera delle comunità energetiche come terreno di sfida possibile per una nuova democrazia economica che guardi allo sviluppo sostenibile capace di raggiungere ed essere opportunità anche per le aree interne.

 

Paolo Barbieri – presidente di CPL Concordia – ha sottolineato come di fronte agli importanti investimenti che si prospettano sia importante valorizzare il ruolo delle imprese non solo come esecutori, ma come partner di una nuova possibile politica industriale che consenta a tutto il paese di tornare a crescere ed innovare. Una sfida non semplice cui il movimento cooperativo è pronto a contribuire.

 

Francesco Bernardi – fondatore di Illumia SpA – ha sottolineato che siamo in una fase di trasformazione del mercato: da mercato dell’offerta a mercato della domanda che pone al centro i consumatori e che trasferisce ruolo ed importanza ai trader di energia. Sara Capuzzo – Presidente di énostra ha sottolineato come ci si trovi in un momento di grande fermento e che la probabile nomina (nel momento del confronto non si avevano ancora informazioni ufficiali sulla formazione del futuro Governo) di un ministro alla transizione ecologica segna come il tema della centralità dell’ambiente sia finalmente diventato mainstraem. Ad oggi sono una decina le comunità energetica avviate a livello nazionale ma la prospettiva, soprattutto se si riusciranno a superare alcune difficoltà burocratiche, è di un rapido e crescente sviluppo.

 

Valeria Termini nelle sue conclusioni ha ripreso molti dei punti del dibattito rimarcando come la parola chiave di questa fase di transizione sia rapidità e come possa non esserci contrasto tra sviluppo e ambiente. L’idrogeno, soluzione non a breve termine sui cui è pero necessario investire come stanno facendo altri Paesi, è una leva per costruire una nuova filiera industriale che può avere nella relazione pubblico-privato un forte elemento di successo anche a livello territoriale.

 

 

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