BILANCIO SOCIALE – Finanza, nuovi strumenti per l’eccellenza cooperativa

Roma, 26 giugno 2019 – “La scommessa è far sì che le cooperative rientrino tra le eccellenze italiane, quelle per cui la crescita in corso è meno fragile. E per vincerla occorre ampliare la gamma delle risorse finanziarie”. Così Marcello Messori, docente di Economia alla Luiss, introducendo la tavola rotonda, che ha concluso martedì 25 giugno la presentazione del bilancio sociale di Coopfond, ne ha sintetizzato il senso.

 

Il confronto, molto ricco, ha coinvolto sei rappresentanti di altrettante realtà cooperative e non. “Noi intermediamo gli stessi asset della società omologa tedesca – ha spiegato Andrea Nuzzi, responsabile Imprese e istituzioni finanziarie per Cassa Depositi e Prestiti – ma abbiamo un decimo dei dipendenti: per questo non andiamo direttamente sulle imprese. Abbiamo attivo un tavolo con l’Alleanza e stiamo lavorando affinché le cooperative abbiano sempre il massimo consentito per legge rispetto a quanto richiesto”.

 

“Il credito cooperativo – ha ricordato Sergio Gatti direttore generale di Federcasse – ha una funzione anticiclica tipica delle banche a mutualità prevalente e in quanto banca di relazione, che unisce alle valutazioni quantitative quelle qualitative, presenta una rischiosità inferiore”. Banca Etica, ha ricordato il direttore generale Messina, è l’istituto in percentuale più esposto con la cooperazione, cui vanno il 45% degli impieghi: “Siamo una scommessa partita dal basso e vincente, con una struttura molto leggera che tutti oggi ci invidiano”.

 

Anche il ruolo delle istituzioni come CFI sta cambiando: “Come Coopfond – ha spiegato l’amministratore Camillo De Berardinis – entriamo nel capitale delle cooperative, anche se in modo temporaneo, migliorandone così il rating, svolgendo una nuova funzione di accompagnamento e facendo sinergia con le banche per condividere istruttorie e cofinanziare”. Fare assistenza è necessario: “Per tutti i fondi attivati dal Mise l’utilizzo medio è fermo al 15%, anche per quelli destinati alla cooperazione. Non possiamo limitarci ad aspettare le domande, dobbiamo aiutarle a vedere e a cogliere le opportunità che si presentano”.

 

“Per reagire alla crisi – ha ricordato Giulio Pascazio, direttore Group Social Impact Banking di Unicredit – noi abbiamo creato questa divisione che si basa sull’assunto che per fare bene, dobbiamo fare del bene. Operare in territori più sani è, infatti, anche interesse della banca. In questo ambito vogliamo il ritorno del capitale e non sul capitale e su questa base vogliamo costruire un rapporto molto proficuo con le cooperative, Vogliamo spingere le iniziative sociali ad essere economicamente sostenibili”.

 

Per far crescere questa collaborazione, ha spiegato Davide Vellani, responsabile Direzione Imprese e Corporate Finance di BPER, serve “più ascolto da parte nostra e più comunicazione da parte vostra”. “Far parte delle eccellenze, non solo dal punto di vista valoriale – ha concluso il presidente Mauro Lusetti – è il nostro obiettivo. Sostenibilità e trasformazione digitale sono i due driver fondamentali per riuscirci. Lungo questo percorso il Fondo deve essere lo strumento con cui il movimento cooperativo realizza le proprie politiche sviluppo nei nuovi settori e interpreta le nuove sfide”.

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