Intervista a Olga Romano, event manager di Ecoplanner

1) Per cominciare, ci vuole raccontare di cosa si occupa la vostra cooperativa?

Ecoplanner progetta e realizza eventi sostenibili per privati, enti ed aziende. Per i nostri clienti cuciamo un “abito su misura”, nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, declinando qualsiasi tipo di evento in chiave ecosostenibile. Chi ci cerca e ci sceglie lo fa perché vuole diminuire l’impatto ambientale e vuole spendere in maniera consapevole, senza rinunciare all’estetica. Infatti, i nostri sono clienti amanti delle cose belle ma anche sensibili al rispetto ambientale e ad un consumo consapevole (quindi, molto attenti ai tipi di materiali che usiamo, materiali che noi realizziamo sfruttando le tante possibilità che offre la natura…). Cerchiamo di accontentare chi si rivolge alla nostra cooperativa in ogni aspetto, perché un evento diventa sostenibile se tutte le sue componenti hanno un impatto minimo sull’ecosistema. Inoltre, come Ecoplanner, promuoviamo la “sostenibilità” dando spazio alle economie locali, piccole per vocazione ed etiche. A questo proposito vorrei ricordare, solo per citare un esempio, il vivaio sociale di una cooperativa di Roma con la quale collaboriamo, in cui adulti con disturbi psichiatrici vengono coinvolti, a seconda delle esigenze del cliente, in specifiche attività.

2) La vostra non è certamente una mission facile…

Rispetto a quando siamo nati, tre anni fa, c’è indubbiamente una maggiore attenzione verso l’ambiente. C’è una consapevolezza diffusa sulla necessità di lasciare un ambiente più vivibile alle generazioni che verranno. Si prova a spendere in maniera più oculata, preferendo prodotti locali e di stagione, anche se la crisi non aiuta perché spesso questi prodotti hanno costi elevati. Noi, venendo alla sua domanda, proviamo costantemente ad “educare” i nostri clienti, sperando che diventino dei consumatori sempre più responsabili, tenuto conto che la sostenibilità è l’unica via: non ne esiste un’altra, da percorrere.

3) In questi tre anni di vita, avete dovuto affrontare molti ostacoli?

Come startup, abbiamo e stiamo affrontando diversi problemi, sia interni sia legati alla difficoltà che riscontriamo nel riuscire a collaborare con privati e aziende (anche all’interno del mondo cooperativo…), pur offrendo un servizio innovativo.

Molte aziende si affidano agli stessi organizzatori da anni, si fidano di loro e non sono interessate ai cambiamenti. Eppure, chi ci ha scelto, ci risceglie. Il nostro rapporto con i clienti è spesso ottimo e, lo possiamo dire con un certo orgoglio, la percentuale dei clienti che non ci hanno ricontattato, dopo aver lavorato con noi, è davvero bassissima. Tuttavia questo, per noi, è un momento decisivo. Ci siamo posti degli obiettivi e vogliamo traghettare la cooperativa verso il consolidamento entro un anno. Sappiamo che non sarà per niente facile ma lotteremo con tutte le nostre forze.

4) Per essere sicuri di raggiungere l’obiettivo, quale elemento potrebbe risultare decisivo?

Senza dubbio, l’elemento decisivo potrebbe risiedere nella maggior diffusione dei nostri servizi su scala nazionale, soprattutto in ambito cooperativo, perché quello che facciamo è significativo da molti punti di vista: ambiente, economia, creatività, territorio. Noi ci vantiamo di “vendere” valori.

5) Un’ultima domanda. In questi tre anni, che cosa ha significato per voi essere una cooperativa?

Bella domanda… Posso dire che noi promuoviamo valori e non potevamo che scegliere la forma cooperativa per la nostra startup. Perché crediamo che sia quella che più si confà alla nostra filosofia, alla mission di Ecoplanner.

Quando, nel 2014, abbiamo conosciuto il bando di Coopstartup si è accesa una lampadina. Tutti noi volevamo promuovere dei servizi che potessero rispondere a certi bisogni in maniera etica. Le nostre aspirazioni non sono mai state di natura “carrieristica”. Il nostro obiettivo, è sempre stato uno solo: diffondere una nuova cultura all’interno del settore degli eventi, offrendo un modello economico attento al territorio e alla comunità. Per fare questo, non avremmo mai potuto pensare ad una conformazione a piramide. Ogni socio rappresenta un tassello di un puzzle; “cooperiamo” tutti i giorni e non potremmo pensare di fare diversamente. Perché, alla fine, una cooperativa come la nostra pensa “nel tempo” e guarda alle generazioni future.

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