Venezia, 21 aprile 2016 – È ripartita ufficialmente la produzione della storica azienda Berti di Tessera (Venezia), attiva dal 1962 nel settore del vetrocamera e dei serramenti in vetro e dichiarata fallita a fine 2015. Un risultato importante e di valore, frutto della scelta di 22 lavoratori che hanno deciso di prendere il destino dell’azienda nelle proprie mani e di costituire una cooperativa, grazie al sostegno di Legacoop Veneto e di Coopfond.
All’inaugurazione hanno partecipato Attilio Pasqualetto, presidente della cooperativa Berti, e poi Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto, e Davide Stoppa, della segreteria provinciale Filctem-Cgil, ma anche il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan.
Quella della Berti è la quinta operazione di “workers buyout” (wbo) industriale nella nostra regione, supportata con successo da Legacoop Veneto. Fino a un anno fa Berti Srl occupava 46 lavoratori, rimasti senza stipendio dal 1° maggio 2015 e poi in cassa integrazione dall’11 agosto. I lavoratori decidono di non arrendersi e di ripartire insieme. Così i lavoratori chiedono alla Filctem-Cgil, che aveva gestito tutta la trattativa precedente, di sondare lo strumento del workers buyout con Legacoop Veneto, che li supporta per prima cosa in un’attenta analisi della fattibilità e della sostenibilità economica dell’intera operazione.
Per trovare le risorse necessarie Innanzitutto i lavoratori hanno chiesto l’anticipo della loro indennità di mobilità. Poi il fondo mutualistico di Legacoop, è intervenuto con ulteriori 200mila euro di capitale sociale (oltre a 20mila euro per sostenere le spese di costituzione) a fianco di Cfi (investitore istituzionale delle Centrali cooperative e del Ministero dello Sviluppo economico) che ha deliberato la propria partecipazione quale socio finanziatore con una quota di 50mila euro e con un mutuo a dieci anni di altri 200mila euro.
