
Per iniziare questa breve intervista, ci può dire di che cosa si occupa la vostra cooperativa?
Nella nostra azienda produciamo capi di abbigliamento femminile di alta moda. La tipologia dei prodotti va da abiti, gonne, camicie, giacche e cappotti decostruiti a giubbini impiumati. La produzione avviene a ciclo completo: abbiamo un ufficio Cad, con una modellista all’interno, per lo studio di prototipi, campionario, sviluppo taglie e piazzati; un reparto taglio composto da taglio automatico, adesivatrice, stenditore e banco per taglio manuale di tessuti a righe e a quadri; un reparto confezione composto da due linee di produzione e da tre persone che si occupano del campionario; e, infine, un reparto stiro e finiture manuali, formato da cinque persone, altamente specializzate nelle rifiniture a livello sartoriale.
Il Centro Moda Polesano ha vissuto dei momenti difficili. Oggi, che cosa vi preoccupa di più?
Forse la nostra preoccupazione maggiore è legata alla capacità di acquisire nuova clientela, oltre a quella che già abbiamo. Siamo alla costante ricerca di nuovi clienti, anche al fine di assumere personale qualificato, aumentandone il numero.
E, guardando al passato, qual è stato lo scoglio più grande?
Sicuramente siamo state intimorite dall’idea di investire la nostra Naspi nella nuova Cooperativa. Ci sembrava una cosa più grande di noi, una partita difficile da giocare. Il rischio, seppur basso, di poter perdere la quota investita, ha messo a dura prova il nostro coraggio Quando, però, abbiamo compreso che il nostro progetto era fattibile e che, impegnandoci, tutto sarebbe andato per il verso giusto, abbiamo ripreso in mano le redini della situazione e ci siamo convinte sempre di più che quella sarebbe stata la strada giusta. Una scelta coraggiosa che, alla fine, ci ha pienamente ripagato.
Se si pensa alla vostra cooperativa, una caratteristica salta agli occhi: che è composta quasi interamente da donne…
Sì, la cooperativa Centro Moda Polesano è composta attualmente da 41 donne e un uomo. Non è usuale trovare cooperative in cui tutte le socie fondatrici sono donne. Questo può avere dei lati positivi e dei lati negativi; ma devo dire che c’è sicuramente una maggiore comprensione rispetto a quelle problematiche che ognuna di noi affronta ogni giorno.
Un’ultima domanda. Qual è, per lei, la definizione di cooperativa?
Essere una cooperativa significa, per me, essere un gruppo di persone unite che collaborano tra di loro per cercare di realizzare un obiettivo comune, raccogliendo quanto ottenuto dal lavoro svolto. Tutti i soci partecipano al controllo e alla gestione dell’azienda, sentendosi in questo modo coinvolti direttamente in tutte le attività della cooperativa.
