Giornate di Bertinoro, fari puntati sulla “Prosperità inclusiva”

Forlì, 13 ottobre 2019 – L’11 e 12 ottobre si sono svolte delle XIX edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile su “Prosperità inclusiva. Aspirazioni e azioni per dar forma al Futuro”. Quale forma avrà il futuro?  Qual è il contributo peculiare del Terzo settore nel generare valore e nel condividerlo in un contesto trasformato? Queste le domande al centro della due giorni, sostenuta come ogni anno anche dal contributo e dalla partecipazione di Coopfond.

Le Giornate di Bertinoro del 2019 hanno messo al centro della riflessione la “trasformazione dell’esistente”, proponendo un paradigma di sviluppo basato su una visione di Prosperità da perseguire in modo Inclusivo.  L’Economia Civile ed i soggetti che per essa operano hanno davanti la sfida di immaginare un futuro che sottragga la nostra società ad una prospettiva puramente neo-consumistica dell’esistenza, favorendo lo sviluppo di relazioni ed economie inclusive (prosperità inclusiva, il titolo dell’edizione).

 

All’interno di questa XIX edizione è stato approfondito anche il tema relativo alle nuove istituzioni deputate a produrre valore, partendo dall’evidenza che l’era della digitalizzazione nella quale viviamo genera sovrappiù di risorse e di capitale umano. Ogni Rivoluzione ha affrontato questo tema: come condividere il valore e quale destinazione dare al surplus di valore generato? Nella Prima Rivoluzione Industriale il sovrappiù dall’agricoltura (settore primario) passa all’industria (settore secondario), facilitando la trasformazione economica; mentre nella Seconda passa dall’industria al settore terziario (servizi).

 

Mentre le trasformazioni del passato avevano una prospettiva ed un orizzonte certo, nell’attuale Rivoluzione, basata sulle nuove tecnologie, sulla machine learning e l’intelligenza artificiale, non solo non disponiamo di una visione su dove si sedimenterà il valore aggiunto, ma assistiamo a processi di estrazione del valore e a crescenti disuguaglianze dovute, da un lato, ad una iniqua redistribuzione, dall’altro, ad un inadeguato modo di produrre e di concepire il bene comune.

 

L’Economia Civile si misura con un bivio fondamentale: ri-proporre a grandi masse di persone il modello di iper-consumismo o lavorare per una prosperità che deve essere inclusiva, per cambiare gli stili di vita e migliorare la qualità del lavoro? Questo è il campo sul quale si misura l’Economia Civile. Si tratta di riscoprire il senso della vita e dell’agire. Il lavoro come dimensione trasformativa della persona non può essere sacrificato ed il bene della comunità non può essere separato dal bene della persona.

 

La giornata di venerdì 11 ottobre è iniziata con la sessione di apertura “Prosperità Inclusiva: il ruolo dell’Economia Civile nella trasformazione dell’esistente” dedicata al tema dell’evento, seguita da una presentazione a cura di ISTAT sul Censimento Permanente delle Istituzioni Non Profit. Nel pomeriggio hanno avuto luogo due talk “Ri-disegnare le istituzioni” e “Riforma del Terzo settore: a che punto siamo?”, che ha offerto uno spazio di analisi e dibattito sulla Riforma del Terzo settore. A concludere la giornata è stata l’ormai consueta sessione del GdB LAB su “World Making. Azioni e Aspirazioni per dar forma al futuro”.

 

Sabato 12 ottobre si è svolta la sessione finale su “Infrastrutture sociali e nuove piattaforme per l’innovazione”, che ha proposto una pluralità eterogenea di riflessioni e proposte orientate a rilanciare l’azione e partecipazione nel Terzo settore e nell’economia sociale. I contributi al centro del dibattito hanno voluto stimolare la generazione di azioni comuni: nuove infrastrutture, piattaforme, reti capaci di proporsi congiuntamente come agenti di prosperità e inclusione.

 

 

 

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