Rafforzare la qualità dei progetti finanziati dal fondo mutualistico. Ovvero: mobilitare, da una parte, le cooperative aderenti verso la sostenibilità e, dall’altra, qualificarsi come attore specializzato e riconosciuto dal mercato in grado di selezionare ed aggregare domanda cooperativa» per la finanza ad impatto. È questo l’obiettivo dell’ultimo progetto lanciato da Coopfond sul tema della sostenibilità, rivolto alle cooperative in portafoglio, che entrerà nel vivo mercoledì prossimo, 20 luglio.
La normativa europea, recepita da quella italiana, ha introdotto l’obbligo di una informativa non finanziaria (DNF) di carattere ambientale, sociale, di gestione del personale, di tutela dei diritti umani e di lotta alla corruzione per un target di grandi imprese quotate e banche ed assicurazioni quotate e non quotate. Già obbligatoria per le grandi imprese, si estenderà con il nome di Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), entro il 2024 ad un numero maggiore di imprese e costituisce comunque, per tutti, un percorso utile per crescere sulla strada della sostenibilità.
Per avvicinare le cooperative a queste novità Coopfond insieme ad SCS Consulting ha predisposto un percorso, avviato nei mesi scorsi con l’elaborazione e la somministrazione di una survey e che entrerà nel vivo mercoledì con il primo focus group tra le imprese che hanno aderito, finora ben 23: tredici grandi imprese cooperative e dieci piccol e medie (13 emiliano-romagnole, 5 toscane, 3 liguri, 1 veneta ed 1 marchigiana), provenienti da tutti i settori, dai servizi all’agroalimentare, dalle sociali alla produzione e lavoro.
Il percorso che sta entrando nel vivo si propone di portare la CSRD da obbligo di rendicontazione a strumento strategico largamente utilizzato, affiancando le cooperative in un percorso di riposizionamento strategico, lungo gli assi della sostenibilità. Una strada che vedrà il Fondo mutualistico giocare un ruolo attivo, sia attraverso il Fondo Servizi Reali per una prima fase di accompagnamento verso la CSRD, sia poi per sostenere uneventuale processo di riposizionamento della cooperativa.
La survey, che verrà somministrata durante i focus group, servirà per valutare il livello di consapevolezza e maturità delle imprese sull’evoluzione del report di sostenibilità e costituirà la base per la costruzione di un percorso di rafforzamento delle competenze che vede comunque le cooperative posizionate in situazioni differenziate: alcune realtà che hanno percorso già un buon tratto di strada ed altre che stanno muovendo ora i primi passi. Tutto il percorso è gratuito.
Le aziende partecipanti
COOPLAT, INTEGRA, UNIBON, TERRE DELL’ETRURIA, CAMST, CIMS, CODESS SOCIALE, CPL CONCORDIA, CMSA, COMMERCIANTI INDIPENDENTI ASSOCIATI, PROGEO, CEFLA, CMC RAVENNA, MONTALBANO OLIO & VINO, ABITCOOP MODENA, COSEVA, FINPRO, TERRE CORTESI MONCARO, CAB MASSARI, COOB, PARATORI GENOVA, SABA, SINERGO

