Bologna, 25 settembre 2017 – Mentre mancano 50 giorni all’inaugurazione del Parco agroalimentare, la Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità entra nel vivo dell’attività. “L’ambizione è di diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale sul tema del cibo come cardine per la salute dell’uomo e del pianeta” spiega il presidente Andrea Segrè, a capo di un Consiglio di Amministrazione nel quale siedono, in rappresentanza dei soci fondatori, il direttore generale di Coopfond Aldo Soldi, Chiara Gibertoni, Alberto Oliveti, Gianni Mancuso, Tiziana Stallone e Andrea Taddei, accanto ai componenti tecnici Tiziana Primori (AD della società di gestione Eataly World) e Alessandro Bonfiglioli (segretario generale Fondazione FICO).
Nel corso dei suoi primi mesi di vita la Fondazione FICO, online da questi giorni sul sito www.fondazionefico.org, ha attivato un intenso programma di incontri e laboratori per oltre un migliaio di studenti delle scuole di ogni ordine e grado in Emilia-Romagna e in Campania. “È dall’educazione alimentare nelle scuole che vogliamo ripartire – aggiunge il presidente Segrè – per implementare quest’anno iniziative e progetti, proponendoci come istituzione di riferimento per la promozione dell’educazione alimentare anche a livello europeo, sulla base delle indicazioni consegnate dall’ultimo regolamento UE per la promozione del consumo di latte, frutta e verdura nelle scuole”.
“Promuoveremo – prosegue Segrè – una ‘lecture’ annuale in occasione della Giornata internazionale dedicata, il 16 novembre, per monitorare gli stili di vita e di alimentazione in Italia ma anche in Europa, e la loro evoluzione verso i traguardi indicati dall’OMS. Ci aiuteranno i due maggiori esperti della dieta mediterranea nel mondo, gli esperti di scienze antropologiche Marino Niola ed Elisabetta Moro”. Uno straordinario impatto in chiave divulgativa arriverà anche con il frutteto della biodiversità, un’area di 300 mq che sorgerà a FICO con piante che rappresentano frutti dimenticati e piante biodiverse.
“Grazie alla sua Fondazione – sottolinea l’AD Eataly World Tiziana Primori – FICO potrà diventare un punto di riferimento internazionale per l’educazione, la formazione, la ricerca sull’alimentazione, il benessere e l’ambiente. Il valore dei componenti dei comitati scientifico e di indirizzo, e dei protocolli di intesa siglati finora ci offrono un grande patrimonio; il nostro compito sarà quello di unire cultura, didattica e divertimento, mettendoli a disposizione di tutti”.
“L’opportunità davvero straordinaria – ha spiegato Paolo De Castro, presidente del comitato scientifico – è che FICO diventi piattaforma europea dell’educazione alimentare grazie alla contestuale operatività del nuovo Regolamente europeo che si tradurrà in un programma di educazione alimentare innovativo, perchè obbliga gli Stati membri a impiegare il 10%15 % delle risorse in programmi di educazione alimentare per studenti fino a 10/11 anni”.
Sono nove i Protocolli d’intesa ad oggi siglati da Fondazione FICO, spesso in tandem con Eataly World: nove strumenti di lavoro attivati con istituzioni chiave per la promozione della cultura agroalimentare e della sostenibilità, a cominciare dal Ministero dell’Ambiente, con il quale Fondazione FICO collaborerà per la promozione di uno stile di vita sano, corretto e responsabile nel segno della sostenibilità e salvaguardia ambientale e di una cultura focalizzata sull’economia circolare, attenta alla prevenzione degli sprechi e al riutilizzo delle risorse. Con ARPAE, Agenzia regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia Romagna la Fondazione si impegna a collaborare in particolare per la realizzazione del “Frutteto della Biodiversità”, un polmone verde nell’area FICO che diventerà riferimento per i laboratori e le ricerche delle scuole in tema di educazione e formazione ambientale. E così, via via focalizzando su contenuti specifici, la Fondazione avvierà progetti sinergici con i Comuni di Bologna e Rimini per la sensibilizzazione e promozione delle eccellenze del territorio lungo la via Emilia; con Casa Artusi, per la promozione della cultura, della tradizione alimentare e delle eccellenze gastronomiche italiane; con Hera, CAAB e Eataly World per la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche si sostenibilità ambientale, con il centro internazionale che fa capo all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM) per il coordinamento di progetti legati al consumo consapevole e alla valorizzazione delle agrotipicità territoriali; con il Cervim, Centro Studi e Ricerche per la Viticoltura Montana in vista della formazione intorno alle innovazioni legate ai sistemi di agricoltura e trasformazione; con AmbienteParco per la veicolazione di progetti e iniziative legate al mondo della scuola; infine, sul territorio, con l’Agenzia Pilastro di Bologna per la collaborazione attraverso iniziative sinergiche sul piano della comunicazione ma anche dei percorsi di accompagnamento e inserimento lavorativo di cittadini in condizioni di svantaggio socioeconomico.
Al nuovo ente si sono uniti intanto alcuni dei più importanti atenei e istituzioni nazionali di ricerca sul cibo: l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Trento, l’Università Suor Orsola Benincasa, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e il Future Food Institute. Ciascuna di queste realtà ha individuato un rappresentante per il Comitato di indirizzo della Fondazione: nell’ordine, il docente di filosofia del diritto Antonino Rotolo, il Direttore del Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente Ilaria Pertot, l’antropologo alimentare Marino Niola, il vicepresidente di Slow Food Italia Silvio Barbero e il Direttore del Food Innovation Program Matteo Vignoli. Guida di riferimento per la progettualità di Fondazione FICO sarà il Comitato scientifico, un coordinamento ristretto del quale è stata affidata la presidenza a Paolo De Castro, attuale vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, affiancato da due note saggiste e ricercatrici nelle scienze dell’alimentazione, Elisabetta Moro e Patrizia Brigidi.
