Nella crisi Coopfond ha sostenuto 60 imprese recuperate dai lavoratori

Roma, 20 aprile 2018 – Il primo è stato Art Lining, fabbrica di interni per cravatte in riva alla via Emilia, tra Reggio e Parma, con 13 soci, nel 2008. L’ultimo (per ora) la Fonderia Dante, in Veneto, con ben 64 soci. In tutto hanno toccato quota 60 i workers buyout sostenuti da Coopfond dall’inizio della crisi, dieci anni durante i quali il fenomeno – sempre esistito – ha conosciuto un’impennata. Un investimento importante che ha aiutato tanti lavoratori a non arrendersi e a reagire, insieme, ad un momento di grande difficoltà.

 

Complessivamente i 60 progetti deliberati (di cui 40 ancora in portafoglio) hanno coinvolto 1.340 soci permettendo di salvare 1.570 posti di lavoro e di generarne, mano a mano che la cooperativa si consolidava, altri ancora. Il capitale complessivamente investito dal Fondo mutualistico di Legacoop ammonta a 16 milioni di euro, di cui 6 in finanziamenti e 10 in partecipazioni temporanee al capitale sociale.

 

Le imprese rigenerate dai lavoratori sono prevalentemente piccole medie aziende manifatturiere, con una dimensione media tra 10 e 30 soci (solo in 10 casi superiori ai 30) e un intervento medio di Coopfond inferiore a 500.000 euro. Dodici le regione coinvolte, per un fenomeno dai contorni davvero nazionali. Tutti questi progetti presentano, per loro natura, un livello di rischio superiore alla media, ma i default avvengono di solito nei primi 24 mesi di attività. (nella foto: i soci di Art Lining)

 

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