Intervista a Marianna Carnoli, consigliere di amministrazione di Media Romagna
Per cominciare, ci può dire qualcosa della vostra cooperativa?
Il core business di Media Romagna è quello di fare informazione e comunicazione aziendale. Redigere settimanalmente il giornale cartaceo “Setteserequi” è solo una parte del nostro lavoro, che comprende anche organizzare uffici stampa ed eventi sul territorio, realizzare corsi di giornalismo all’interno delle scuole della provincia oltre, ovviamente, a seguire le nostre pagine web e social. Il nostro settimanale, nello specifico, si occupa di informazione locale, trattando temi di cronaca, politica, cronaca nera, giudiziaria, cultura e sport. Il nostro obiettivo è quello di fornire notizie su ciò che accade in provincia di Ravenna e non solo, avendo cura di approfondire gli argomenti, sentendo tutte le parti in causa e lasciando spazio al contraddittorio.
Oggi, nel settore in cui operate, è in atto un profondo cambiamento che colpisce, in primis, la stampa tradizionale…
È vero. Penso che la libertà di stampa, ma anche la professione del giornalista, siano messi a dura prova. Per quanto riguarda Media Romagna, poi, credo che dobbiamo dimostrare di “esserci”, per documentare ciò che accade intorno a noi, mettendo a frutto professionalità e serietà, le sole in grado di contrastare il pressapochismo e la superficialità che caratterizzano, in particolar modo, questo periodo storico. Non vi può essere democrazia senza il pieno diritto ad un’informazione libera e di qualità. Enzo Biagi sosteneva che i giornalisti “devono essere i cani da guardia della democrazia” e noi pensiamo che sia proprio la presenza degli organi di informazione a garantire i principi base di una democrazia e che, per questo, i giornalisti seri e professionali (e ce ne sono) debbano essere agevolati e non messi alla gogna come sta avvenendo oggi.
Un problema che certamente ha messo e sta mettendo a dura prova la vostra cooperativa è quello dei contributi pubblici ai giornali…
È un problema molto serio: se non cambierà nulla, i contributi pubblici saranno azzerati a partire dal 2022. Una scelta che ci allontana dal resto d’Europa, dove in molti Paesi i contributi statali sono cresciuti, a riprova di quanto un’informazione “libera” sia fondamentale per la società nel suo insieme.
Oltre a tutto questo, una cooperativa come Media Romagna si trova a dover affrontare, al pari di altri soggetti, il fenomeno delle fake news. Che cosa pensa in proposito?
In un mondo, anche digitale, condizionato da notizie spesso infondate o non verificate, bisogna sottolineare con forza l’importanza di professionisti che approfondiscano, “scavino” e verifichino le informazioni che pubblicano. Un lavoro fondamentale, che sta venendo sempre meno, nell’errata convinzione che quello che si legge on line sia la “verità” e che chiunque possa improvvisarsi giornalista.
Un’ultima domanda, per concludere questa breve intervista: che cosa significa, per voi, essere una cooperativa?
Significa, per chi ci lavora, partecipare alle scelte aziendali anche acquisendo una quota parte dell’azienda. I vantaggi e le opportunità che ti dà una cooperativa sono quelli di sentire come propria la società per la quale si lavora e si investe, condividendo e discutendo le scelte con gli altri soci. Essere una cooperativa ha significato per noi, in questi anni, soprattutto far affidamento su un gruppo di persone affiatate, che condividono esperienze diverse, fornendo una varietà di prospettive. Ci sentiamo forti perché ci aiutiamo l’uno con l’altro, ognuno per quello che può dare.
