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Finanza d’impatto, Coopfond entra in FondoSì

Coopfond entra in FondoSì. Non solo: stipula anche un accordo di segnalazione per agevolare le cooperative Legacoop nel reperimento di nuovi capitali per lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, in grado di generare un impatto positivo per i territori. Una scelta che contribuisce a posizionare Coopfond nel mercato della finanza ad impatto, essenziale anche per sostenere l’innovazione sociale.

 

“Per noi quest’ingresso – spiega il direttore generale di Coopfond Simone Gamberini – costituisce un primo passo per garantire alla cooperazione l’accesso ad ulteriori strumenti finanziari, anche non cooperativi, con i quali sia possibile avviare progetti orientati allo sviluppo e alla crescita. Se finora è stata coltivata in particolare la relazione con il sistema bancario, occorre oggi un salto di qualità che guardi alle società di gestione del risparmio, ai fondi e alle istituzioni finanziarie che, in Italia e in Europa, si occupano di finanza d’impatto”.

 

FondoSì è un fondo chiuso, costituito e gestito da Sefea Impact nel 2018, alla chiusura del primo closing di 15 milioni che aveva visto la partecipazione di Fondazione con il Sud, Fondazione Peppino Vismara, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio. Due anni dopo, con il secondo closing, si è arrivati a 17 milioni di euro, grazie alla partecipazione delle Fondazioni Cassa di Risparmio Salernitana, di Cuneo, di Sardegna e di Pistoia.

 

Possono accedere a FondoSì le imprese sociali e le altre società cooperative e di capitali, con meno di 500 dipendenti, che perseguano un chiaro e misurabile obiettivo sociale e che abbiano integrato i processi di gestione degli impatti nella cultura aziendale. Il fondo non interviene su start-up, ma solo su operazioni di espansione aziendale, consolidamento o ri-orientamento delle attività, fusioni e acquisizioni.

 

Gli investimenti possono essere al 70% in strumenti di equity o quasi equity (prestiti obbligazionari convertibili, prestiti partecipativi, strumenti subordinati, etc.) e al 30% strumenti di prestito garantiti e non garantiti, variabili da 300mila a 2 milioni di euro. I settori di attività vanno da istruzione a salute e benessere, dalla produzione alimentare sostenibile alle industrie creative, dalla gestione e riciclo dei rifiuti al turismo sociale e sostenibile.

 

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