Cooperativa Fonderia Dante, decolla il sesto workers buyout in Veneto

Verona, 16 dicembre 2017 – Al via ufficialmente l’attività della nuova Cooperativa Fonderia Dante di San Bonifacio (Verona), workers buyout nato dalla volontà di 62 ex dipendenti della fonderia e del reparto assemblaggio caldaie a basamento in ghisa della Ferroli, altrimenti destinati alla disoccupazione. Sostenuta da Coopfond, è la sesta impresa che viene salvata in Veneto dai lavoratori che grazie alla loro determinazione e al loro coraggio hanno messo in salvo anche competenze, know how e imprenditorialità e contribuito a sostenere il distretto territoriale della termomeccanica.

 

La Fonderia Dante è, tra i workers buyout, il più importante a livello regionale e uno tra i più significativi a livello nazionale per numero di soci lavoratori iniziali. Un’operazione resa possibile dalla sinergia che si è stabilita tra tutti gli attori: insieme a Legacoop e Coopfond, le istituzioni a partire dalla Regione Veneto, i sindacati (Fim Cisl e Fiom Cgil di Verona), e il sistema finanziario e creditizio.

 

Era il 25 luglio 2017 quando 62 lavoratori arrivano così a firmare l’atto costitutivo della cooperativa, a settembre il riavvio della produzione. Alla nuova cooperativa, la Ferroli ha concesso gli impianti in affitto per sei anni. A sostenere finanziariamente la rinascita in cooperativa anzitutto la quota importante di capitale conferito dai soci tramite anticipo della propria indennità di disoccupazione (Naspi), per un importo che attualmente supera i 770mila euro e a breve toccherà gli oltre 900mila euro, a cui si sono aggiunti gli interventi di Coopfond e CFI e il supporto di Banca Etica.

 

Oggi lo stabilimento ha una capacità produttiva di 17mila kg di ghisa all’ora, pari a circa 80mila caldaie e un milione di dischi freno l’anno. A soli tre mesi dalla ripresa della produzione, la cooperativa mostra già i primi rilevanti risultati, tanto da far prevedere una chiusura del bilancio 2017 in pareggio. Sono in corso importanti investimenti con l’obiettivo di rendere maggiormente efficienti il processo produttivo e la sua digitalizzazione, adeguandoli alle più importanti certificazioni internazionali in modo da soddisfare i bisogni dei clienti, sia in termini di qualità che di competitività, con un occhio attento pure alla riduzione dell’impatto ambientale.

 

“Ogni storia di workers buyout testimonia che ci sono ancora tante persone disposte a rischiare in proprio, a scommettere sulle proprie capacità e competenze per costruire un futuro per sé e la propria comunità – evidenzia Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale – E quando le persone si mettono in gioco in prima persona è fondamentale far sentire loro il sostegno, l’appartenenza a un gruppo: questo è il senso vero dell’essere parte del sistema cooperativo, specie in giorni difficili come questi. Unire le forze ha consentito loro di non lasciare che le energie fossero disperse. Questa funzione la cooperazione l’ha mantenuta grazie ai propri valori, quelli che hanno orientato le nostre scelte nella crisi, facendo sì che negli anni più bui abbiamo continuato a creare nuovi posti di lavoro, aumentando l’occupazione”.

 

“Certo la sfida non è stata facile da accogliere – commenta Gianluca Pretto, presidente e socio fondatore della cooperativa – ma i primi risultati e la risposta del mercato ci confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Il nostro piano industriale triennale 2017-2020 prevede 2 milioni di euro per investimenti in ricerca e sviluppo, e consapevoli dell’evoluzione dei processi tecnologici siamo in procinto di introdurre nuove macchine nel settore robotico e dell’automation. Intitolare la nostra fonderia, dove prima per tanti anni abbiamo lavorato come dipendenti, alla memoria di Dante Ferroli, lungimirante fondatore dell’omonima azienda, per noi significa raccoglierne con orgoglio il testimone, con uno sguardo, come è stato sempre il suo, rivolto all’innovazione”.

 

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