Intervista ad Andrea Bellucci, vicepresidente di L&Q

Vicepresidente Bellucci, per iniziare questa breve intervista, ci può dire di cosa si occupa la vostra cooperativa?

La L&Q produce e commercializza cucine componibili di alta qualità, lavorando soprattutto nel mercato internazionale, con clienti in trenta Paesi tra Europa, America, Nord Africa, Estremo e Medio Oriente. La cooperativa non si limita a progettare e realizzare cucine moderne e funzionali: ciascun modello è anche la risultante di un’attenta analisi basata sugli stili di vita e sulle diverse culture internazionali. Facendo tesoro della sua propensione artigianale, L&Q ha sempre messo in primo piano l’unicità delle proprie cucine, puntando sulla cura, sulla flessibilità, sulla modularità, sull’estrema versatilità, perché ogni modello può essere adattato a qualsiasi ambiente, a qualsiasi latitudine.

 

In questi anni, avete dovuto affrontare non pochi ostacoli. Qual è stato lo scoglio più grande da superare?

Direi, l’accesso al credito. All’inizio ci siamo avvalsi della collaborazione di Confidicoop Marche, che ha garantito per noi e ci ha permesso di aprire i primi conti correnti ed avere gli strumenti finanziari necessari per l’operatività. Poi, c’è stato   l’ingresso di vari soci sovventori, che hanno creduto nel valore di questo progetto collettivo. Successivamente, sono entrati a far parte della compagine sociale importanti soci finanziatori come Coopfond, Cfi e Coopinvest, l’ente di gestione della Regione Marche per il capitale di rischio delle cooperative.

 

Guardando un po’ alla vostra storia, sembra che a guidarvi sia stato soprattutto un concetto cardine: quello della “cooperazione”. È così?

Sì, fin dalla nascita di L&Q abbiamo ritenuto importante questo concetto, non solo tra le persone ma anche tra le aziende e, soprattutto, tra le cooperative, che secondo noi hanno la possibilità di collaborare a vari livelli. Abbiamo, dunque, cercato di creare dei network con altre realtà affini, per essere più forti in un mercato globale dove la competizione è ai massimi livelli e i competitor sono molto grandi ed agguerriti. Abbiamo pure constatato, purtroppo, che non è facile far dialogare entità che sono concentrate su se stesse e che faticano ad “alzare la testa” e ad allargare i propri orizzonti. Noi, tuttavia, vogliamo continuare a perseguire anche questo obiettivo.

 

Oltre a questo, quali sono gli altri obiettivi che, come L&Q, vi ponete?

Il punto di riferimento di L&Q è il mercato internazionale: il nostro obiettivo è quello di consolidarci e svilupparci ulteriormente. Senza dimenticare la sfida che riguarda l’innovazione legata al nostro prodotto, stilistica ma anche funzionale.

 

Un’ultima domanda, per concludere. Che cosa significa per voi essere una cooperativa?

Essere una cooperativa, per la L&Q, ha significato intraprendere un lungo cammino, vissuto nella massima intensità, giorno dopo giorno; un’avventura in cui ci siamo tuffati undici anni fa, legata  al desiderio concreto di difendere il nostro posto di lavoro e di non disperdere tutto quello che avevamo costruito. Essere una cooperativa vuol dire – e lo dico senza retorica – essere una grande famiglia, all’interno della quale ci si confronta e ci si scontra, lavorando insieme per raggiungere l’obiettivo finale.

 

 

 

 

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