“Fuori dalla crisi, costruiamo il futuro della cooperazione”

“Fuori dalla crisi, costruiamo il futuro della cooperazione”

Una macchina che funziona, con costi decrescenti, che continua a investire per nuova cooperazione e workers buyout, apprezzata dagli stakeholder. Ma che deve fare i conti con versamenti da 3% di dimensioni ben distanti rispetto agli anni pre crisi, interventi più onerosi e più rischiosi e con una contrazione di risorse disponibili nella strumentazione finanziaria cooperativa. È questo in estrema sintesi il ritratto di Coopfond al termine dell’ultimo esercizio.

 

La fotografia è stata presentata dal direttore generale Aldo Soldi nel corso della Direzione nazionale di Legacoop del 19 dicembre. “Il Fondo – ha spiegato – è uscito dalla più brutta crisi economica e finanziaria della cooperazione, durata quasi un decennio e non ancora finita, riuscendo a salvaguardare sia il patrimonio sia un’elevata capacità di sostegno all’economia cooperativa. Gli interventi degli ultimi anni, in molti casi straordinari ed a supporto di crisi aziendali, hanno inciso sul portafoglio del Fondo e sulla sua qualità”.

 

Venendo ai dati, la raccolta del 3% è risultata in media con i valori normalizzati degli ultimi anni, al netto cioè degli eventi straordinari che hanno segnato il 2016 e 2018, attorno ai 15 milioni. In totale sono state assunte più di 100 delibere nell’esercizio, che hanno impegnato circa 51 milioni, 32 dei quali possono essere considerati di natura ‘straordinaria’, legati cioè a crisi aziendali che hanno chiesto procedure istruttorie particolarmente complesse e relativi impegni finanziari non comuni.

 

I 19 milioni di delibere su progetti ordinari hanno riguardato soprattutto lo sviluppo cooperativo con 10 progetti per oltre 4 milioni, il supporto alla logistica con 4 progetti per più di 4 milioni, i workers buyout con altri 4 progetti per circa 1 milione e i consolidamenti patrimoniali con 8 progetti per più di 3 milioni.

 

Non risulta domanda giacente, essendo tutto in lavorazione e rimane molto consistente il numero di contratti gestiti (407). Gli investimenti prevalenti sono andati in partecipazioni e in progetti ad incerta rotatività . Si sono ridotti i rientri, dai 27 milioni di due anni fa ai 21 dell’anno scorso ai 12 di quest’ultimo esercizio : è la tangibile conseguenza del blocco all’attività di finanziamento che la legge ha imposto ai fondi mutualistici nel biennio 2016/2017.

 

Prosegue la necessità di appostare rilevanti fondi rischi mentre prosegue la prevista contrazione della liquidità disponibile che si attesta comunque sul valore di 40,3 milioni. Il risultato della gestione ordinaria è ancora in  significativo utile.

 

Guardando al futuro le risorse a disposizione consentono di programmare un’attività consistente, in linea con una media di erogazione attorno ai 30/35 milioni annui , sicuramente importanti per il sostegno all’economia cooperativa. Ulteriori interventi straordinari a sostegno di situazioni di crisi richiederanno il reperimento di idonee risorse, in primo luogo attraverso la dismissione di partecipazioni e occorrerà non perdere di vista l’obiettivo della rotatività delle risorse impegnate, che può risultare ridimensionato da ripetuti interventi sulle crisi aziendali e che si è dimostrato di decisiva importanza nella storica attività del Fondo.

 

 

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